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Scritto da Redazione
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Venerdì 27 Gennaio 2012 17:43 |
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Dalla Liguria al Veneto, dalla Lombardia alla Toscana: il Nord Italia trema ancora. Una violenta scossa di terremoto, che è durata pochi secondi, è stata avvertita distintamente alle 15:53 in tutto il Nord del Paese.
Secondo le primissime stime dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), la scossa ha fatto tremare la stessa zona colpita dal sisma di mercoledì scorso: la magnitudo è stata di 5,4 gradi della scala Richter. Ed è proprio l'Ingv a lanciare l'allarme: "Siamo in presenza di uno sciame sismico nell’appennino emiliano ed è possibile che ci siano altre scosse dopo quella di oggi, anche più forti".
L'Istituto di vulcanologia ha spiegato che l'epicentro della scossa è stato localizzato tra Corniglio, Berceto, Monchio delle Corti e Palanzano, paesi in provincia di Parma vicini all'Appennino tosco-emiliano, a 60 chilometri di profondità. Il sisma è stato avvertito in un raggio di almeno 100 chilometri: oltre a Bologna sono tremate anche a Milano, Genova e in Veneto. Lievi scosse si sono sentite anche a Perugia e a Pesaro. Alle 16:23, mezz'ora dopo la prima violenta scossa, gli strumenti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia hanno registrato una seconda scossa con magnitudo di 2.7 ad una profondità di 63.6 chilometri. Alle 16:34 una terza scossa con magnitudo di 3.2. Adesso la paura è che vi sia uno sciame sismico. Il sismologo dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia Salvatore Barba ha spiegato chiaramente che "è possibile che ci siano altre scosse dopo quella di oggi, anche più forti".
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Scritto da Redazione
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Venerdì 27 Gennaio 2012 16:16 |
Il terremoto registrato nella provincia di Parma, nella zona di Corniglio e Berceto, e' avvenuto a circa 60 chilometri di profondita'
Secondo gli esperti dell'Ingv un terremoto avvenuto così in profondità viene facilmente avvertito in un'area molto estesa. E' stato avvertito molto distintamente in tutto il nord e centro Italia. In Liguria tanta paura, ma nessun danno segnalato |
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Venerdì 27 Gennaio 2012 10:18 |
Il compromesso sul patto fiscale e le misure per rilanciare l’economia al primo punto in agenda

Mario Monti vedrà Nicolas Sarkozy e Angela Merkel a Bruxelles il 30 gennaio subito prima del Consiglio europeo informale. Lo confermano fonti del governo. L’incontro trilaterale fra il presidente del Consiglio, il presidente francese e la cancelliera tedesca era stato inizialmente previsto a Roma lo scorso 20 gennaio ma poi rimandato dal capo dell’Eliseo a seguito del downgrade francese da parte di S&P. Passata la bufera, con Moody’s e Fitch che hanno confermato la tripla A già assegnata alla Francia, Sarkozy ha di nuovo accettato di incontrare i due colleghi europei. Si conferma così il ritorno dell’Italia nel “direttorio” dei primi tre grandi paesi dell’eurozona. Due i grandi ambiti della discussione che partirà dapprima a tre per allargarsi nel corso della giornata a ventisette: il patto sul fiscal compact che il Consiglio dovrà vistare e rendere effettivo dalla prossima primavera, e la necessità di imprimere un’accelerazione alla crescita dell’Europa. Nel primo caso ci si può aspettare che il presidente del Consiglio, forte del miglioramento dei conti pubblici che si avviano verso il pareggio di bilancio, insisterà con Merkel affinché il patto fiscale non contenga sanzioni automatiche. Le dimensioni del debito italiano, che l’Fmi prevede in crescita verso quota 126 per cento del Pil già del 2013, obbligherebbe i governi italiani a misure correttive insostenibili per un’economia che già stenta a ripartire.
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Ultimo aggiornamento Venerdì 27 Gennaio 2012 14:43 |
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Venerdì 27 Gennaio 2012 10:15 |
Affondo da Bossi: “Il Cavaliere è una mezza cartuccia, ha paura”. Siparietto tra il Senatur e Bersani: “Appoggi il governo?”. “Ma vaff...”.

Da Umberto Bossi parte un nuovo, duro affondo nei confronti di Silvio Berlusconi. Il Cavaliere “è un po’ una mezza cartuccia, ha sempre paura”, punge il leader della Lega, interpellato dai cronisti sulla possibilità che il Pdl “stacchi la spina” al governo Monti. “Tutto il paese vuole strozzare Monti”, aggiunge il Senatur. Che stuzzica Berlusconi anche sul processo Mills: “Non è stato furbo e non ha chiesto neanche una buonuscita dopo che ha lasciato il governo”, dice riferendosi alla vicenda giudiziaria che vede l’ex premier protagonista. Bossi ribadisce la minaccia più volte lanciata in questi giorni a Berlusconi: “O cade il governo Monti oppure cade la Lombardia”, Regione guidata da Roberto Formigoni, maggiorente del Pdl. A stretto giro di posta arriva, sempre da Montecitorio, la replica di Berlusconi, che rivendica la scelta responsabile fatta dimettendosi e schierandosi a sostegno del governo Monti, adesione che ora non può essere revocata: “Quelle ragioni sussistono ancora”. Il Cavaliere non palesa preoccupazione per il nuovo aut aut di Bossi. A chi gli chiede se sia preoccupato, Berlusconi risponde di no: “Ci sono le ragioni della convenienza e quelle della responsabilità. Io sono sereno”. E il centrodestra, al momento opportuno, “sarà compatto”. Più tardi è il segretario del Pdl Angelino Alfano a offrire una sponda: “Sebbene ci siano difficoltà, crediamo che l’alleanza non sia archiviata”. dice durante la presentazione del nuovo portale web del Pdl. “Non accettiamo e non facciamo ultimatum né provocazioni”. Oltre che con Berlusconi, Bossi incrocia le lame col segretario Pd Pier Luigi Bersani, che lo incontra in Transatlantico e gli chiede scherzosamente se sosterrà il governo. “Ma vaff...”, replica altrettanto scherzosamente Bossi, prima di salutare con calore Bersani. |
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Venerdì 27 Gennaio 2012 10:10 |
Il governo è pronto a varare il decreto che dovrebbe semplificare e liberare la vita degli italiani. L’esecutivo punta sulla Rete

Roma - Una burocrazia più leggera. È l’obiettivo che l’esecutivo insegue varando oggi in Consiglio dei ministri il decreto sulle semplificazioni. Sarebbero oltre 300 le leggi inutili in procinto di essere tagliate dal governo Monti. Il tutto – spesso e volentieri - utilizzando al meglio internet: partecipazioni on-line ai concorsi; dialogo digitale con la PA. Novità in arrivo su laurea e diploma, sarà anche possibile vendere il pane fresco la domenica e guidare il Tir di sabato. Ritorna, poi, la social card, sarà più facile per le piccole aziende ottenere il "bollino verde", mentre le automobili rinnoveranno quello blu solo in coincidenza con la revisione. WEB - La strada per battere la burocrazia ed eliminare lunghi e inutili passaggi passa attraverso la Rete. E online infatti la parola magica sulla quale il governo punta per avviare la semplificazione delle procedure. Una delle misure più importanti prevede che tutte la trasmissione di dati fra enti pubblici avvenga ‘esclusivamente tramite modalità telematica’. Telematico sarà anche il libretto universitario, visto che la trascrizione dei risultati dell’esame sarà online. Un salto tecnologico è richiesto anche ai candidati dei concorsi pubblici banditi dalla amministrazioni dall’entrata in vigore del decreto: addio cartelle e foglietti, tutta la documentazione richiesta per avervi accesso dovrà essere trasmessa alla amministrazione solo per via telematica. Stessa procedura per le prove selettive. Anche alle imprese sarà richiesto di adeguarsi in fretta ai nuovi canali: entro il 30 giugno di quest’anno, se già non lo hanno fatto, dovranno dotarsi di un indirizzo di posta elettronica certificata al registro delle imprese.
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Venerdì 27 Gennaio 2012 10:06 |
In Consiglio dei ministri il decreto Semplificazioni: addio a 330 leggi e spuntano i certificati on-line; il governo Monti divide gli “alleati” Berlusconi e Bossi; No Tav, retata nei centri sociali; Si allenta la tensione sullo spread Btp-Bund.
IL CORRIERE DELLA SERA – In apertura: “Così cambia il valore della laurea”. Editoriale di Pierluigi Battista: “Le spine e la spina”. Al centro fotonotizia: “Lo scippo di Milano, la sicurezza delle donne”. Di spalla: “Vertice Monti-Fornero: sul lavoro si va avanti ma senza un documento”. In basso: “No Tav, retata nei centri sociali”. LA REPUBBLICA – In apertura: “La rivoluzione dei certificati”. Al centro, fotonotizia: “Cortei no Tav, ventisei arresti nei centri sociali”. Ancora al centro: “Salari a picco, mai così basso da dodici anni”. In basso: “Cocaina, ville e Ferrari. Il regno dei Casamonica”.
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Giovedì 26 Gennaio 2012 16:38 |
L’attesa del rinnovo per i lavoratori con il contratto scaduto è, in media, di 24,9 mesi nel totale e di 27,6 mesi nell’insieme dei settori privati

Nell’anno appena concluso le retribuzioni contrattuali sono cresciute dell’1,8 per cento rispetto all’anno precedente. E’ quanto comunica l’Istat segnalando che si tratta della crescita media annua più bassa dal 1999. Alla fine di dicembre 2011 i contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore per la parte economica corrispondono al 68,6 per cento degli occupati dipendenti e al 63,1 per cento del monte retributivo osservato. Nel mese di dicembre l’indice delle retribuzioni contrattuali orarie registra una variazione nulla rispetto al mese precedente e un incremento dell'1,4 per cento rispetto a dicembre 2010. Nella media del 2011 la retribuzione è cresciuta dell’1,8 per cento rispetto all’anno precedente. Con riferimento ai principali macrosettori, a dicembre le retribuzioni orarie contrattuali registrano un incremento tendenziale del 2 per cento per i dipendenti del settore privato e una variazione nulla per quelli della pubblica amministrazione. I settori che a dicembre presentano gli incrementi tendenziali maggiori sono: gomma, plastica e lavorazioni minerali non metalliferi e attività dei vigili del fuoco (per entrambi +3,1 per cento). Per tutti i comparti della pubblica amministrazione, a eccezione dei vigili del fuoco, come pure per quello del credito e assicurazione si registrano, invece, variazioni nulle. Nel mese di dicembre, per l’insieme dei contratti monitorati dall’indagine, non è stato ratificato alcun accordo. Alla fine di dicembre la quota dei dipendenti in attesa di rinnovo è del 31,4 per cento nel totale dell’economia e del 10,7 per cento nel settore privato. L’attesa del rinnovo per i lavoratori con il contratto scaduto è, in media, di 24,9 mesi nel totale e di 27,6 mesi nell’insieme dei settori privati. ANDAMENTO CONTRATTUALE DEI SETTORI - L’indice orario delle retribuzioni contrattuali a dicembre resta invariato rispetto al mese precedente, avendo recepito gli effetti molto limitati di un unico adeguamento contrattuale: si registra, infatti, la corresponsione dell’aumento contrattuale per i dipendenti degli studi professionali in applicazione del nuovo accordo siglato lo scorso mese. Nel mese di dicembre, a fronte di un aumento tendenziale medio dell’1,4 per cento, i settori che mostrano gli incrementi più elevati sono: gomma, plastica e lavorazioni minerali non metalliferi e attività dei vigili del fuoco (per entrambi +3,1 per cento). Per tutti i comparti della pubblica amministrazione, ad eccezione dei vigili del fuoco, come pure per quello del credito e assicurazione si registrano variazioni nulle. Nella media del 2011, l’indice orario delle retribuzioni contrattuali registra una crescita, rispetto al valore medio dell’anno precedente, dell’1,8 per cento. Aumenti significativamente superiori alla media si osservano nei seguenti comparti: militari–difesa (3,3 per cento), forze dell’ordine (3,1 per cento), gomma, plastica e lavorazioni minerali non metalliferi (3 per cento). Le variazioni più contenute si osservano, invece, per ministeri e scuola (per entrambi l’aumento è dello 0,2 per cento), regioni e autonomie locali e servizio sanitario nazionale (0,3 per cento in ambedue i casi).
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Giovedì 26 Gennaio 2012 10:54 |

“Il governo non è uno yogurt con la data scadenza impressa e su alcuni provvedimenti chiederemo modifiche alla Camera”. Lo ha detto il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, intervenendo a “La telefonata” di Maurizio Belpietro. “Noi vogliamo essere chiari: i provvedimenti devono esser equi”, ha poi affermato il parlamentare riferendosi “alle banche, alle assicurazioni, ai servizi pubblici locali”, che rappresentano “pascoli di alcuni partiti sul territorio: non bisogna attaccare in maniera pregiudiziale i lavoratori autonomi che danno un contributo importante alla vita del Paese”. “Questo governo, per il suo profilo tecnico, non si rende conto che ascoltare le persone è uno dei doveri della politica - ha aggiunto Gasparri -. Essere forti coi deboli e deboli coi forti non serve a modernizzare il Paese, bisogna ascoltare di più alcune categorie e imporre le regole per una maggiore trasparenza ma un senza attacco sistematico. La vera liberalizzazione è il mercato del lavoro”. Critiche all’esecutivo, da Gasparri, anche sulla tassazione. “Il governo ha dimostrato sin qui scarsa fantasia”, in riferimento al rincaro dell’imposta sul tabacco: “Come ha detto Bonanni bastava suo zio per mettere tasse di questa natura”. E se sui rapporti Pdl-Lega per il parlamentare “su temi come la sicurezza, il contrasto all’immigrazione clandestina, la difesa della piccola e media impresa, restano motivi di convergenza”, in merito alle mozioni sull’Europa approvate ieri al Parlamento, lo scopo è stato quello di “dare un mandato forte al governo per ridimensionare l’arroganza della Merkel”. |
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Giovedì 26 Gennaio 2012 10:49 |
Fisco: Lotta dura agli evasori - Eurozona: La Merkel spinge per le riforme - I pescatori assediano Montecitorio: scontri e feriti - Terremoto: il Nord trema, ma niente vittime né danni

CORRIERE DELLA SERA – In apertura: “Scossa di otto secondi La paura arriva al nord”. Editoriale di Giovanni Sartori: “Una soluzione di buon senso”. Al centro: “Fisco più facile con un decreto”. Ancora al centro fotonotizia: “Roma, scontri e e feriti”. Di spalla: “Le occasioni perdute dell’Italia diseguale”. Al centro: “Merkel: ‘Ora riforme, non altri soldi’ Monti vede una via d’uscita dalla crisi’”. In basso: “La doppia poltrona del ministro. LA REPUBBLICA – In apertura: “Fisco, i 18mila supertruffatori”. L’intervento di Angela Merkel: “Non solo sacrifici per i nostri figli”. Le idee di Timothy Gartonash: La moneta unica ora può sperare”. Al centro, fotonotizia: “Terremoto spaventa il Nord tutti in strada, scuole evacuate”. Ancora al centro: “La protesta continua scontri e feriti a Roma”. Di spalla: “Il ragazzo che vola dentro la tempesta”. In basso: “La pagella dei presidi: ‘Aumenti solo ai migliori’”. Ancora in basso: “Quell’addio disperato al volto di Gesù”.
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Giovedì 26 Gennaio 2012 10:44 |
Per decreto entro tre mesi verranno trasferiti alla tesoreria dello Stato i soldi che gli enti locali incassano dalle tasse. A rischio banche e imprese
La manovra più centralista dopo il week end, direbbe un Fiorello leghista. I bocconiani del Carroccio al Senato hanno scoperto (aiutati anche dal quotidiano Milano Finanza) un trucchetto di Monti&Co per sfilare almeno 30 miliardi di euro al «territorio» (formula cara alla Lega per dire Comuni, Province e Regioni) e spedirli, entro poche settimane, a Roma, precisamente sui conti della Banca d’Italia.
Come? É tutto scritto in un codicillo inserito nel decreto sulle liberalizzazioni, anche se non ha niente a che vedere con le liberalizzazioni. In pratica, grazie a questo trucchetto, gli enti locali saranno costretti a trasferire la liquidità derivante dall’incasso dei propri tributi (tasse locali, fatture etc) sul conto di tesoreria dello Stato presso Bankitalia.
Una somma enorme, valutata al minimo in 30 miliardi di euro, ma è una stima, si potrebbe arrivare anche a 40. Tra l’altro in tempi brevissimi, perchè il decreto prevede l’«incasso» di quei soldi per metà entro fine febbraio, il resto entro aprile. «Un furto con destrezza» lo chiama Massimo Garavaglia, insieme ad altri due senatori leghisti, Paolo Franco e Piergiorgio Stiffoni. Quei 35 miliardi circa degli enti locali finora erano tenuti presso sportelli bancari (Mps, Bnl ma soprattutto Unicredit) dentro Comuni, Province e Regioni, come servizio di tesoreria ottenuto dopo gara d’appalto. Vedendo sparire la liquidità, per le banche si polverizzerà l’effetto benefico dei 50 miliardi finanziati dalla Bce, con conseguenze immaginabili sul credito e sulle imprese. Ma si complica la vita soprattutto degli enti locali. Un Comune, per esempio, dovrà fare una trafila burocratica per avere indietro dallo Stato i suoi stessi soldi, allungando quindi i tempi di pagamento (già biblici) della pubblica amministrazione.
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Giovedì 26 Gennaio 2012 10:40 |
Le opzioni sul tavolo del Pdl, la decisione a marzo. Il peso del nuovo aut aut di Bossi
Lunedì sera, nel faccia a faccia con Bossi, Berlusconi sembrava quasi non avere dubbi. E più volte si è detto d’accordo con il Senatùr, convinto che si debba staccare la spina al governo Monti.
Un Cavaliere, quello che si è trovato davanti il leader della Lega, decisamente meno prudente delle ultime settimane, quando in diverse riunioni ha predicato cautela e invitato i più critici verso l’esecutivo ad «aspettare i prossimi mesi». Un cambio di approccio certamente dettato anche dall’interlocutore, visto che l’ex premier ci tiene a mantenere saldo l’asse con un Carroccio che continua a tenere alta la tensione tanto che ieri Bossi è tornato a ripetere il suo «aut aut» (o salta Monti o salta Formigoni). Ma non solo, se è vero che gli ultimi sondaggi arrivati ad Arcore descrivono un elettorato del Pdl sempre più insofferente verso il governo.
Ecco perché il tema di quale debba essere la strategia da adottare rispetto all’esecutivo si fa sempre più stringente. Se ne parla da tempo nelle riunioni a via dell’Umiltà. E di certo sarà affrontato anche stasera, in un vertice in programma a via del Plebiscito. Con tre opzioni sul tavolo.
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Mercoledì 25 Gennaio 2012 17:45 |
Avvertite anche nel foggiano. Segnalati danni a edifici, nessuno a persone. Evacuate molte scuole ed edifici per precauzione. Gli episodi sismici “non sono collegati”
Risveglio "sismico" per il settentrione d'Italia, con una piccola appendice anche a Sud. Lo sciame sismico che nella serata di martedì aveva attraversato la provincia di Verona si è ripetuto in mattinata nella pianura padana emiliana ma è stata avvertita in tutto il Nord. L'evento più significativo tra quelli rilevati dall'istituto nazionale di geofisica e vulcanologia si è registrata nella provincia di Reggio Emilia: una scossa di magnitudo 4.9 registrata alle 9.06 e avvertita nei comuni di Poviglio, Brescello e Castelnovo Sotto. Poco dopo una scossa di magnitudo 2.3 si è registrata nelle provincie di Mantova, Parma e Reggio Emilia. Gli eventi del veronese e del reggiano, hanno precisato gli esperti, non sono fra loro collegati. Anche nel foggiano la terra ha tremato: una scossa di magnitudo 2.4 è stata registrata alle 10.04 in provincia di Foggia, con epicentro nel capoluogo dauno. Lievi scosse anche sul Gargano: a Rignano e a San Marco in Lamis. Al momento, al Nord, si segnalano danni a edifici, ma nessuno per le persone. A Milano e in provincia, pur non registrandosi al momento criticità, sono state evacuate a scopo precauzionale e temporaneamente molte scuole ed edifici. Stessa situazione a Reggio Emilia e a Genova (dove sono stati evacuati gli uffici della Regione). A Sant’Ambrogio di Valpolicella (Verona) sono caduti i cornicioni di una chiesa e si registrano danni ad alcune abitazioni. La prima emergenza era scattata martedì sera nella provincia di Verona, con tre scosse - la più intensa di magnitudo 2,7 - avvertite tra Valpolicella, Negrar e Grezzana. Luoghi dove in mattinata si è tornata a registrare un'altra piccola scossa.
PODESTÀ: NESSUNA PARTICOLARE CRITICITÀ IN PROVINCIA DI MILANO - “Sono lieto di comunicare che, a seguito della scossa di terremoto avvertita questa mattina nel Milanese e a Milano (epicentro area di Boretto-Brescello, magnitudo 4.9 scala Richter, profondità stimata circa 30 chilometri, ndr), non risulta, al momento, alcuna particolare criticità: lo ha dichiarato il presidente della Provincia di Milano, Guido Podestà. “Ringrazio, in tal senso – ha aggiunto -, la Protezione civile provinciale, che s’è subito premurata non solo di allertare il personale disponibile, al momento impegnato a rispondere, insieme alla Polizia provinciale, alle numerose telefonate ricevute, ma anche di attivare tempestivamente le comunicazioni con Prefettura, Vigili del fuoco e Croce rossa”.
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Mercoledì 25 Gennaio 2012 15:04 |
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Selezioni finali al Teatro Sociale di Como 26 – 29 gennaio 2012
E’ giunto alla 63esima edizione il Concorso per giovani cantanti lirici d’ Europa promosso da AsLiCo. l’Associazione Lirica Concertistica Italiana, che storicamente promuove l’opera e la musica lirica in Italia ed in Europa, da anni organizza una delle più importanti manifestazioni in ambito lirico a livello europeo ed anche quest’anno seleziona centinaia di giovani cantanti provenienti da tutta l'Europa per assegnare ai vincitori i ruoli principali della stagione lirica 2012 – 2013 del Circuito Lirico Lombardo. Il Concorso AsLiCo, oltre ad essere un’importantissima vetrina per nuovi cantanti di talento, offre loro la possibilità di partecipare ad una formazione di masterclass con cantanti di altissimo livello, completando così un’opportunità unica che valorizza e sostiene i migliori giovani artisti europei. Le domande di iscrizione danno accesso alle pre-selezioni che si svolgono nell’arco di un mese in 8 città europee, partendo il 22 dicembre da Bucarest e terminando con l’atteso appuntamento al Teatro Sociale di Como, dove una sessantina di artisti accederanno alla finale del 29 gennaio: un recital ad ingresso libero aperto al pubblico sotto lo sguardo di una prestigiosissima commissione giudicatrice composta da rappresentanti e direttori dei più grandi teatri europei. Per citarne alcuni: Karen Stone, sovrintendente del TheaterMagdeburg, Dominique Meyer, direttore della Wiener StaatsOper, Ilias Tzempetonidis della Fondazione Teatro alla Scala, Nicholas Payne, direttore generale di Opera Europa, Jon Paul Laka, direttore artistico della Asociación Bilbaina de Amigos de la Ópera (ABAO) di Bilbao, Fortunato Ortombina direttore artistico della Fondazione Teatro La Fenice di Venezia e Alain Perroux direttore artistico del Festival d'Aix-en-Provence.
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Mercoledì 25 Gennaio 2012 14:56 |
Nel discorso alla nazione il presidente Usa prepara la strada della imminente campagna elettorale, rilancia la "Buffet tax", la green economy e parla di una nazione "più unita"

Riforma fiscale, incentivi al lavoro e alla crescita, formazione. È tutto incentrato sull’economia il discorso di Barack Obama sullo Stato dell’Unione, l’ultimo prima della tornata elettorale di novembre, dalla quale il presidente spera di uscire con un secondo mandato alla Casa Bianca. Con le mani legate dal Congresso che ne paralizza gran parte dell'agenda politica, Obama rilancia la sfida della crescita legata all'equità. In gioco ci sono "i valori americani", ha sottolineato Obama in polemica con quei repubblicani per i quali il riequilibrio delle ricchezze è un valore indebitamente importato dall'Europa. L’inquilino della Casa Bianca rilancia la cosiddetta Buffet rule, la legge che prende il nome dal noto magnate e che propone di equiparare la tassazione di chi guadagna più di un milione di dollari ai contribuenti di fascia media. "Oggi, grazie alle esenzioni del sistema fiscale, un quarto di tutti i milionari pagano tasse più basse di milioni di famiglie della middle class. Oggi, Warren Buffet paga tasse minori della sua segretaria" ha rimarcato Obama. Obama si è soffermato inoltre sugli incentivi al lavoro e alla formazione, sulle agevolazioni per le imprese che riportano il lavoro negli States e sulla green economy. L’obiettivo è dare nuovo slancio all’economia, uscire dalla recessione e porre le basi per una ripresa solida, difendendo la classe media dai morsi della crisi. Obama ha rinnovato l’invito a lavorare in stretto raccordo con il Congresso, senza però rinunciare a toni critici, gli stessi usati negli ultimi mesi dal presidente per contestare ai repubblicani una sostanziale inattività legislativa. In un discorso in gran parte sulli states, non mancano però i temi dell'agenda internaizonale. Gli Usa sono "determinati a impedire che l'Iran metta in atto il programma nucleare" e, nonostante insistano a lavorare per una soluzione pacifica, "non escludono nessuna opzione". E sulla Siria, Obama è netto: "Assad scoprirà presto che le forze del cambiamento non possono essere fermate". |
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 25 Gennaio 2012 14:58 |
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Mercoledì 25 Gennaio 2012 14:51 |
Il premier al Senato: Italia non più “mina” ma risorsa. E il monito: Non dare adito a ingiustificati stereotipi. Liberalizzazioni: decreto in Aula a giorni, Monti chiede sostegno partiti

Le politiche del governo italiano nel contesto europeo sono state illustrate dal presidente del Consiglio Mario Monti in Senato, nell’ambito della più ampia discussione sulla mozione unitaria Pd-Pdl-Terzo Polo sulla politica europea. Il presidente del Consiglio ha evidenziato le principali direttrici della politica italiana e la loro relazione con il contesto europeo: il superamento della crisi in Europa “dipende dalle riforme strutturali che sono nelle mani e nella capacità di decisione degli Stati membri” ma tali riforme “non potranno avere successo, anzi rischiano di fallire, se non sono sostenute da scelte politiche europee”. Ha quindi riferito della riunione di ieri dell’Ecofin, sottolineando come l’Italia “non viene più vista dagli Stati membri come una mina per il sistema” ma come un Paese che “può contribuire a trovare soluzioni”. Il nostro Paese “è già un esempio significativo di politica economica forte” ha detto. Quanto al quadro generale “i contorni di una possibile via d’uscita dalla grave crisi cominciano a prendere forma”. RIGORE E CRESCITA - “L’azione del governo è indirizzata sulla direttrice di coniugare il rigore finanziario con la crescita e lo sviluppo”. Questo non significa coniugare “fatti con parole, ma parole che portino a fatti con incisività” su entrambi i fronti, ha detto Monti nel suo intervento al Senato sulle politiche europee del governo che presiede. Il premier ha spiegato che “il superamento della crisi economica, finanziaria e sociale che attanaglia l’Europa dipende dalle riforme strutturali che sono nelle mani e nella capacità di decisione degli Stati membri. Allo stesso tempo – ha sottolineato - il risanamento e le riforme non potranno avere successo, anzi rischiano di fallire, se non sono sostenute da scelte politiche europee”.
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 25 Gennaio 2012 14:53 |
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Mercoledì 25 Gennaio 2012 14:44 |
Mentre il governo studia la riforma del mercato del lavoro, il capo dello Stato bacchetta il Professore: "Il lavoro sia una normale condizione"
Il prossimo passo del governo sarà la riforma del mercato del lavoro. Il premier Mario Monti continua a ripetere che il governo deve darsi un'accelerata per riuscire ad arrivare a un testo da sottoporre al parlamento.
Il ministro allo Sviluppo Economico Corrado Passera assicura che l'esecutivo si sta impegnando a rendere più efficace e possibile il confronto con le parti sociali. Eppure sono proprio i sindacati a non voler nemmeno mettersi al tavolo a discutere della riforma del lavoro. Lo stesso presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha voluto lanciare un chiaro messaggio al governo: "Il lavoro non deve essere un privilegio, soprattutto per i giovani, ma una normale condizione".
Più che un appello, l'intervento del capo dello Stato è suonato come un vero e proprio monito indirizzato al governo. Napolitano colto, infatti, l'occasione prendendo la parola per un breve saluto dopo la consegna del premio Leonardo. Il presidente della Repubblica si è riferito a una giovane dipendente di Gucci, Federica Giorgi che, intervenendo davanti alla platea di imprenditori riunita al Quirinale per la cerimonia, si era definita "una privilegiata" per il solo fatto di avere un posto di lavoro. "Il mio auspicio - ha subito replicato Napolitano - è che questa ragazza non si senta più una privilegiata perchè ha un lavoro. È un auspicio che rivolgo soprattutto ai giovani".
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Martedì 24 Gennaio 2012 18:56 |
L’impressione è che il ceto medio liberale ancora una volta sia stato fregato e che in più gli si chieda di brindare perché le liberalizzazioni sono cosa sua
C’è una storiella che si addice al momento. Quella del tizio che va alla festa che sognava da unavita, belleragazzediscinte e quant’altro. Quando le luci si riaccendono l’amico che lo vede un po’ giùglichiede:«Ma come, era quello che volevi: non ti sei divertito? ».Risposta: «Insomma...All’inizio ho visto una coscia nuda,ma poi l’ho preso in quel posto per tutto il tempo ».
Ecco, per i moderati in attesa di riforme il decreto sviluppo approvato ieri dal governo Monti mi sembra simile a quella festa. L’impressione è che il ceto medio liberale ancora una volta sia stato fregato e che in più gli si chieda di brindare perché le liberalizzazioni sono cosa sua. Così come per alzarci tasse e tariffe Monti si è nascosto dietro lo spread, ora ci vogliono tacitare con un tozzo di liberismo (punitivo per le categorie) condito con un paio di effetti speciali, tipo il tribunale per le imprese e le imprese a costo zero per i giovani.
E come se non bastasse c’è stata pure la presa in giro: «Vi tolgo le tasse occulte», ha infatti detto Monti presentando il provvedimento. Ho fatto due conti: in vista non c’è alcun risparmio e sul gobbo mi restano le tasse non occulte che ci hanno da poco appioppato. La montagna di tecnici ha partorito il topolino: uno schiaffone ai farmacisti, uno annunciato ma ancora non dato ai tassisti ( quelli fan paura), un pizzicotto ai notai, un buffetto a banche e assicurazioni.
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Scritto da Administrator
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Martedì 24 Gennaio 2012 10:21 |
Roma - La protesa dei Tir blocca l’Italia; Il piano del governo sul mercato del lavoro: stop alla cassa integrazione straordinaria; Scoperti 7.500 evasori totali
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Roma - CORRIERE DELLA SERA – In apertura: “Blocco dei tir, strade nel caos”. Editoriale di Maurizio Ferrera: “Quelli che non tutela nessuno”. Di spalla: “La stretta del governo sulla cassa integrazione”. Ancora di spalla: “Scoperti 7.500 evasori totali”. In un riquadro: “Il procuratore generale accusa Costa Crociere”. In basso: “Roma olimpica, adesso o mai più”. LA REPUBBLICA – In apertura: “Tir selvaggio paralizza l’Italia”. Editoriale di Ilvo Diamanti: “I padroncini della mobilità”. Al centro: “Tagli alla cassa integrazione ma i sindacati dicono no”. Di spalla: “La Cei: è peccato non pagare le tasse. E sull’Ici non vogliamo privilegi”. In basso: “Rasmussen: perché sono giuste le sanzioni contro teheran”. Ancora in basso: “Usa, la Corte Suprema boccia il Gps ‘Mai nelle indagini, viola la privacy’””. LA STAMPA - In apertura: “Lavoro, si cambia: Cassa integrazione ridotta al minimo”. Fotonotizia: “Tir e taxi, la protesta blocca l’Italia”. Editoriale di Paolo Baroni: “Dal sussidio alla sicurezza sociale”. Al centro: “Una e-mail per il cambio di residenza. Sotto: “Premier ok contro le lobby. Ora la politica”. IL GIORNALE - In apertura: “La rivolta dei Tir blocca l’Italia”. Al centro, fotonotizia: “Tagliano pure la cassa integrazione”. Di spalla: “Omaggio alla Lady che reinventò il futuro di una Paese”. Sotto: “E ora spunterà il vascello fantasma” IL SOLE 24 ORE - In apertura: “Lo spread scende a quota 413. Sì al nuovo fondo salva-Stati”. Editoriale di Alberto Orioli: “I diritti di tutti che nessuno può calpestare”. Al centro: “La protesta dei Tir blocca l’Italia”. Di spalla: “Cassa integrazione più breve e risarcimento per chi perde il posto”. IL MESSAGGERO – In apertura: “La protesta dei tir blocca l’Italia”. Al centro: “Meno cassa integrazione”. In un riquadro: “Fondo salva-Stati, c’è l’accordo”. Al centro: “Fisco, scoperti 7.500 evasori totali”. In basso: “Roma 2020, i numeri del dossier. Pil in aumento e 180mila nuovi posti”. Accanto: “L’ultima trovata contro i portoghesi, biglietterie mobili per chi prende il bus”. IL TEMPO – In apertura: “I taxi bloccano Roma e i tir paralizzano l’Italia”. Editoriale di Mario Sechi: “Il Governo deve correre per le olimpiadi”. Al centro con foto: “Totti come James Bond: “Mai dire mai”. In alto: “La Finanza pizzica 7.500 evasori totali”. In basso: “Piazze e cantieri infiniti, assicurati solo i disagi”. L’UNITA’ – In apertura: “Strade bloccate: così i tir paralizzano l’Italia”. Commento di Rinaldo Gianola: “Benzina sulla rivolta”. Al centro, fotonotizia: “Anche il condono non è tabù”. In basso: “Carceri, Severino: Oggi è tortura”. Sempre in basso: “La strage del Giglio: altri due cadaveri e olio in mare”. IL FATTO QUOTIDIANO - In apertura: “Il mistero del decreto scomparso”. Editoriale di Marco Travaglio: “Perché no”. Al centro: “Dunque gli evasori si possno scovare”. In basso: “A Mostar un Pm italiano che saluta come la tigre Arkan”. |
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Scritto da Redazione
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Lunedì 23 Gennaio 2012 17:36 |
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Ultimo aggiornamento Lunedì 23 Gennaio 2012 17:40 |
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