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Sabato 21 Maggio 2011 18:36 |
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Pdl resta primo partito. Paradossale che il Pd canti vittoria. Lettieri può far tornare Napoli capitale europea, De Magistris copertura del vecchio sistema di potere e clientele

Roma, 20 mag (Il Velino) - Ci saranno conseguenze per il governo in caso di sconfitta del centrodestra nei ballottaggi di Milano e Napoli? “No, assolutamente no”. Risponde così il premier Silvio Berlusconi in un’intervista al Tg1. “Il Pdl - aggiunge il Cavaliere - rimane il primo partito, il pilastro che regge il governo, e insieme alla Lega siamo l’unica possibilità di governo nel paese”. Con un'altra intervista, concessa a “Studio aperto” (prima di una fitta serie di esternazioni radiotelevisive), Silvio Berlusconi rompe il silenzio seguito al primo turno delle Amministrative e suona la carica in vista dei ballottaggi. "I risultati delle elezioni non hanno premiato né il Pd né il Terzo polo, e il Pdl è rimasto il primo partito d'Italia", mette in chiaro il Cavaliere. Secondo il quale "a sinistra predominano estremisti, e non c'è nessuna possibilità di una maggioranza alternativa alla nostra". Un concetto che il premier applica anche al ballottaggio tra Letizia Moratti e Giuliano Pisapia: "A Milano i nostri elettori non consegneranno la città in mano agli estremisti". Per Berlusconi “la maggioranza dei milanesi è stata turbata dal vedere in piazza tutte quelle bandiere rosse con la falce e martello", in occasione dei festeggiamenti dei sostenitori di Pisapia dopo la sorprendente performance del primo turno.
Berlusconi smentisce le indiscrezioni sull’intenzione di assumere un ruolo defilato in vista dei ballottaggi: "Io sono in campo ogni giorno come cittadino di Milano e come leader del Pdl". Il premier si sofferma anche sul ballottaggio di Napoli, dove “il Pdl ha avuto un buon risultato se si considera che occorreva scardinare il sistema delle clientele che ha amministrato in modo disastroso i cittadini e il territorio e che al ballottaggio sarà schierato per sostenere il candidato dell'estrema sinistra". Per Berlusconi, il candidato del centrodestra Gianni Lettieri “è un imprenditore che può favorire la soluzione a problemi come quello dei rifiuti e per far tornare Napoli ad essere una capitale europea". Quanto al competitor di Lettieri, il dipietrista Luigi De Magistris, A Napoli il risultato del Pdl è buono se si considera che occorreva scardinare il sistema delle clientele che ha amministrato in modo disastroso i cittadini e il territorio e che al ballottaggio sarà schierato per sostenere il candidato dell'estrema sinistra". Lo ha dichiarato a Studio Aperto il premier Silvio Berlusconi, che ha aggiunto che il Luigi De Magistris è "una semplice copertura chiamata a coprire il vecchio sistema di potere e di clientele che ha governato per 18 anni”.
Temi che il premier sviluppa anche nelle esternazioni successive. Parlando al Gr1 Rai osserva come sia “sinceramente paradossale che il Pd canti vittoria” dopo il primo turno delle Amministrative, visto che è “sceso al 22 per cento, con una perdita secca di quasi il 5 per cento rispetto alle precedenti elezioni comunali”. A Milano “il centrodestra al primo turno è stato “sfavorito da una maggiore astensione del popolo dei moderati e da questo dato - aggiunge - dobbiamo partire”. Tuttavia, rimarca Berlusconi, “i moderati milanesi se avessero voluto avrebbero potuto scegliere un’alternativa, cioè il Terzo polo, ma non l’anno né raccolta né premiata, anzi hanno certificato la sua irrilevanza e confermato saldamente il Pdl come prima forza del paese” (anche se almeno l'Udc - nota poi esternando al Tg4 - va bene dove si allea col Pdl). Il Cavaliere rammenta che "la storia di Milano, che è una storia tutta riformista, di centrodestra, non può finire in mano alla sinistra estrema, una sinistra che si occupa più di aprire le moschee, di campi rom, di centri sociali, che di risolvere i veri problemi dei milanesi”.
Al Tg4, Berlusconi denuncia in particolare che Pisapia intende concedere “il diritto all’autocostruzione” ai rom, che potranno così “farsi una baracca come e dove meglio credono. “Non si può consegnare la città che fra due anni sarà una vetrina mondiale alle sinistre più radicali e più violente”, insiste Berlusconi. Per questa ragione, prosegue, “dobbiamo spiegare ai milanesi il programma di un sindaco sostenuto dalla sinistra radicale. Non è soltanto incompatibile con l’impegno dell’Expo 2012, ma è dannoso per le imprese e per le famiglie in quanto prevede misure che sono molte negative”. Fra queste, il premier cita “il blocco degli sgomberi dei rom e il riconoscimento agli zingari, è scritto così nel loro programma, del diritto all’autocostruzione, cioè di farsi una baracca come e dove meglio credono”.
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