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 Se si osservano i risultati nazionali di questo test amministrativo non vince assolutamente il centro ma l’estrema sinistra del centrosinistra. A Milano l’avvocato Pisapia è un ex senatore di Rifondazione comunista, a Napoli il pubblico ministero De Magistris rappresenta l’area estremista dell’Idv di Di Pietro e non certo i moderati. Se poi si guarda ai risultati dei partiti sia il Pd che il Pdl arretrano, l’Udc e il Terzo polo sono una presenza quasi simbolica, viceversa vincono liste civiche “ad personam” e il movimento “5 stelle” di Grillo che è tutt’altro che un movimento moderato.
Diverso è il quadro nelle Marche dove sapienti politici di raffinata esperienza della Prima Repubblica vogliono far scomparire il bipolarismo che in qualche modo li ha ridimensionati costruendo un neo-centrismo con i settori più “governativi” della sinistra e con l’appoggio “esterno” degli “utili idioti” (cfr. Lenin) dell’estrema sinistra che ci cascano e gli danno il voto. Questo è il quadro vero delle Marche ed è la sintesi del cosiddetto “laboratorio marchigiano”. Se passa questo disegno, passa la restaurazione con un neo-centrosinistra che va dagli ex forlaniani (Pettinari, Viventi, Ciccanti ecc.), gli ex forlaniani evoluti a sinistra (Spacca, Sorci, Francesco Merloni), gli ex comunisti con grande esperienze di poltrone (Ucchielli, Silenzi, Giancarli, Amati, Casagrande, Agostini, Cesetti) e i catto-comunisti superstiti (Magistrelli, Benatti), con l'Idv un po' all'angolo. Ai margini l’estrema sinistra “cattiva” come Massimo Rossi, Bucciarelli, Acquaroli ecc. che però tornano buoni quando si è in difficoltà, gridando al lupo cattivo della destra, onde carpire i voti dei loro elettori quando l’acqua è bassa. Non solo non condivido questo disegno ma farò di tutto per sconfiggerlo.
Con mille difficoltà, tenendo conto del collante delle poltrone, prima o poi le contraddizioni e le lotte di potere interno sfasceranno questo schema.
Ragioniamo invece un po’ sul voto delle Marche. Per quanto riguarda la provincia di Macerata, l’uscita dell’Udc dalla coalizione di centrodestra con il suo 10.3% del 2006 ovviamente ha fatto scendere la nostra coalizione dal 51 al 41%. Però al primo turno tra la coalizione di centrodestra e di centrosinistra c’è una differenziale quasi inesistente, 500 voti si scarto pari allo 0,3% e l’Udc passa dal 10,3 al 7,6%, perdendo quasi un 3% dell’elettorato e, a scrutinio finale, passando da 4 consiglieri provinciali a 2. A ben vedere il centrodestra non solo ha recuperato, ma al ballottaggio sale al 45,5%, convincendo una fetta di elettorato centrista che evidentemente non se la sente di andare a sinistra (al netto della diminuzione dei votanti). Stessa cosa a San Benedetto del Tronto: la coalizione di centrodestra sfiora il 30% dei consensi al primo turno con il terzo polo dell’Udc al 10,6%, ma al ballottaggio Bruno Gabrielli con il Pdl arriva al 42,7%. Viceversa il sindaco uscente di centrosinistra Gaspari che nel 2006 aveva conquistato la città al primo turno con il 54% dei consensi, questa volta al primo turno cala al 44,5%, cioè perde 9 punti e mezzo, e vince al secondo turno solo grazie ai voti recuperati dalle liste di estrema sinistra. Quindi il quadro è molto meno certo di quello che si voglia far sembrare e i marchigiani non sono poi così entusiasti del “laboratorio marchigiano” progetto di vecchi volponi della politica, tutti uomini della Prima Repubblica, quali Ucchielli, Spacca, Pettinari. Certo, con l’Udc che si sposta a sinistra il Popolo della Libertà nelle Marche è in affanno, anche se recupera posizioni elettorali. Ma i nodi a livello nazionale vengono adesso ed il Pdl dovrà reagire con maggiore intraprendenza e radicamento politico sul territorio, più presenza tra le persone, maggior investimento sulla classe dirigente locale e meno preoccupazione per gli equilibri interni di vertice. Perché la voglia di politica nel centrodestra c’è e, ovunque abbiamo affrontato le elezioni amministrative anche perdendo, è rimasta l’eredità di un partito vero, di una militanza politica rinnovata, intraprendente, con consiglieri comunali, nuovi o riconfermati, pieni di entusiasmo. Ieri è già passato e da oggi si ricomincia. carlo ciccioli* ,* vice coordinatore regionale Pdl Marche,
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