Roma - Berlusconi e Prestigiacomo assicurano: sul tavolo di Palazzo Chigi misure "straordinarie" per agevolare il trasferimento della spazzatura fuori regione

Roma - Un provvedimento “straordinario” al prossimo Consiglio dei ministri per agevolare il trasferimento dei rifiuti partenopei fuori regione. Senza però che venga ancora una volta dichiarato lo stato di emergenza. Si chiude così il faccia a faccia tra il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo e il sindaco di Napoli Luigi De Magistris mentre da Bruxelles il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, rassicura sull’impegno del governo. “Nel prossimo Consiglio dei ministri certamente affronteremo il problema. Da giorni è stato messo sul tavolo e abbiamo iniziato dei precisi approfondimenti”. Intanto anche il Capo dello Stato torna a parlare dei rifiuti: “Liberare Napoli è un impegno molto duro e non di breve periodo".
Allo studio di Palazzo Chigi, una serie di norme pensate per la sola Campania, per superare le obiezioni del Tar Lazio che lo scorso 31 maggio ha imposto lo stop dei trasferimenti in Puglia: secondo il tribunale amministrativo, i rifiuti non sono catalogabili come speciali (in questo caso per smaltirli fuori regione è necessario un semplice accordo tra privati), ma sono immondizia comune, sebbene preliminarmente trattata. In questo caso la legge di settore impone che vengano smaltiti secondo il principio di prossimità. Un divieto di esportazione che può essere superato, a questo punto, solo attraverso un accordo di natura istituzionale tra i massimi vertici delle regioni interessate.
“La legislazione statale di natura eccezionale e derogatoria, introdotta per fronteggiare l’emergenza rifiuti in Campania non prevede eccezioni al principio di smaltimento intra-regionale dei rifiuti urbani: l’assenso della Regione Puglia al trasferimento dei rifiuti campani è pertanto il presupposto che abilita lo smaltimento dei rifiuti campani nel territorio pugliese, in base alla previsioni del Codice Ambiente”, ha scritto il Tar Lazio riferendosi alla Puglia, ma più in generale a tutte le regioni che si sono rese disponibili ai conferimenti dalla Campania.
L’incontro a Roma tra il ministro dell’Ambiente e il primo cittadino partenopeo accompagnato dall'assessore all'ambiente Tommaso Sodano è servito a ribadire infatti anche l'impegno prioritario di tutte le istituzioni per sgomberare le strade di Napoli dai rifiuti per scongiurare eventuali rischi sanitari per la popolazione, in queste ore attentamente monitorati, e riportare la città al decoro che le spetta. Ma anche per discutere sulla opportunità che la questione rifiuti venga risolta dagli enti locali, attraverso il ritorno alle procedure ordinarie, senza far ricorso a nuove procedure emergenziali ma con un forte supporto del Governo nella fase di transizione per l'uscita dalla lunga emergenza degli anni scorsi. Il principio in sostanza è che la Campania può e deve farcela da sola. Nel corso dell'incontro è stata quindi affrontata anche la problematica dei fondi per promuovere la raccolta differenziata nel comune di Napoli, elemento essenziale e decisivo per innescare un corretto ciclo dei rifiuti e ridurre le quantità da smaltire.
Il Ministro Prestigiacomo ha assicurato che si adopererà affinché al più presto da parte della Regione vengano ripartiti i 150 milioni di euro che sono stati assegnati alla Campania, e quindi in quota parte anche a Napoli, per gli impianti intermedi e, appunto, per la raccolta differenziata. Intanto a Napoli, per fronteggiare l’emergenza immediata è stata istituita una task force per la sorveglianza ambientale e il monitoraggio epidemiologico legato all'emergenza rifiuti. L'assessore Giuseppina Tommasielli, in sinergia con l'assessore Tommaso Sodano, ha stabilito che da lunedì si insedierà una task force che vedrà impegnato un dipartimento dell'Asl Napoli 1, l'Ordine dei Medici, la rete dei medici di famiglia e l'Amministrazione Comunale per il controllo, la sorveglianza ambientale ed il monitoraggio epidemiologico legato all'emergenza rifiuti.
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