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Penati, non mi nascondo PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 30 Agosto 2011 16:38

Indagato manager Banca Intesa

30 agosto, 19:07

Filippo Penati

Penati, non mi nascondo

MILANO - "Se, al termine delle indagini che tuttora sono in corso, tutto non verrà chiarito, non sarò certo io a nascondermi dietro la prescrizione": Filippo Penati così ha scritto in una lettera alla presidente della direzione provinciale del Pd di Milano Ezio Casati e al segretario metropolitano del partito Roberto Cornelli.

E' prevista per questa sera una riunione della direzione milanese del Pd in cui si parlerà anche delle vicende dell'ormai ex vicepresidente del Consiglio regionale che si è autosospeso da tutte le cariche nel partito dopo essere stato coinvolto in un'inchiesta su presunte tangenti legate alla riqualificazione dell'area ex Falck di Sesto San Giovanni.

Nella sua lettera, l'ex capo della segreteria politica di Pier Luigi Bersani ha ripetuto di essere "completamente estraneo" ai fatti che gli vengono contestati. "Non ho avuto in passato, e non ho oggi, conti all'estero o tesori nascosti - ha sottolineato -. Non ho preso denaro da imprenditori e non sono mai stato tramite dei finanziamenti illegali ai partiti a cui sono stato iscritto".

"Con la politica non mi sono arricchito", ha spiegato ripercorrendo gli anni come sindaco di Sesto. Adesso "ho un unico obiettivo - ha spiegato - ristabilire la verità dei fatti, la mia onorabilità e ridare serenità alla mia famiglia. E ristabilire la mia onorabilità significa per me uscire da questa vicenda senza ombre e senza macchie". Ed è per questo che "se al termine delle indagini, che sono tuttora in corso, tutto non verrà chiarito, non sarò certo io a nascondermi dietro la prescrizione".

Penati ha comunque precisato che "lo sviluppo delle indagini è ancora lontano dall'essere concluso". E a questo punto "é del tutto evidente che è necessario attendere l'esito e la conclusione delle indagini per assumere le decisioni conseguenti". D'altronde l'ex presidente della Provincia di Milano ha ricordato che già nel 1999 fu indagato per abuso in atti d'ufficio per le bonifiche di un'altra parte delle aree ex Falck e chiese il rito abbreviato con successiva assoluzione senza cercare "espedienti processuali né benefici di leggi ad personam per trascinare il processo fino alla prescrizione". "A tutti voglio ribadire - ha concluso - che non accetterò, in alcun modo, un esito che lasci dubbi e zone oscure e a tutti voglio garantire che farò quanto necessario perche ciò avvenga".

VELTRONI, PD DEVE ANDARE FINO IN FONDO - "E' una vicenda gravissima che colpisce molto seriamente l'elemento fondativo del Pd, nato per girare pagina e inaugurare un nuovo modo di fare politica combattendo corruzione e illegalità. Non c'é dubbio che il Pd si sta comportando in modo completamente diverso dal Pdl ma questo non deve essere un'attenuante e bisogna andare fino in fondo: rispettare la magistratura, applicare gli strumenti dello statuto e auspicare che Penati non si avvalga della prescrizione". Così Walter Veltroni, a margine della firma del referendum per il Mattarellum, interviene sulla vicenda Penati. "La prescrizione - sostiene Veltroni - è uno strumento che il Pd ha condannato quando è stato utilizzato dalla destra. Ed é fondamentale condurre una battaglia contro la corruzione dilagante per una nuova stagione della vita civile del paese"

INDAGATO MANAGER BANCA INTESA - Il manager di Banca Intesa, Maurizio Pagani, responsabile del settore infrastrutture e finanza, è indagato per concorso in corruzione nell'inchiesta dei pm di Monza sulle presunte tangenti per le aree ex Falck e Marelli. Da quanto si è saputo, le indagini a carico del manager riguardano il capitolo dell'inchiesta sull'acquisto da parte della Provincia di Milano delle quote dell'autostrada Milano-Serravalle.

Verso metà agosto i finanzieri del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Milano, su ordine dei pm Walter Mapelli e Franca Macchia, hanno perquisito l'abitazione e gli uffici del manager Pagani, iscritto nel registro degli indagati con l'ipotesi di concorso in corruzione. Di Pagani parla l'imprenditore Piero Di Caterina in un interrogatorio reso il 30 giugno 2010. Come spiega il gip di Monza Anna Magelli nella sua ordinanza, Di Caterina parla di una "tangente pagata per la vendita della Milano-Serravalle".

Secondo Di Caterina si sarebbero svolte delle "trattative" in relazione "all'acquisto della Milano-Serravalle da parte della Provincia di Milano" e ci sarebbero stati "alcuni incontri presso lo studio" di un commercialista milanese al quale avrebbero partecipato Giordano Vimercati, l'ex braccio destro di Filippo Penati che all'epoca guidava la Provincia, Bruno Binasco, manager del Gruppo Gavio "e un rappresentante di Banca Intesa, tale Pagani". In quegli incontri, sempre stando al verbale di Di Caterina, "si è anche parlato di un 'sovrapprezzo' da pagare a favore di Penati e Vimercati". Inoltre, nelle carte dell'inchiesta il ruolo di Banca Intesa emergerebbe anche in relazione alla tangente da 4 miliardi di lire pagata dall'imprenditore Giuseppe Pasini a Penati per entrare nell'affare dell'area Falck. Infatti, come scrive il gip, i funzionari dell'istituto di credito avrebbero individuato "le modalità di trasferimento" in Lussemburgo della "provvista".

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