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Giovedì 17 Maggio 2012 16:30 |
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Nel primo pomeriggio la XII Commissione Affari Sociali della Camera, che si occupa della sanità, ha approvato il testo base di riforma della Legge Basaglia. Hanno votato a favore i parlamentari del Popolo della Libertà e della Lega, contro Pd, Idv e Radicali. Il relatore, On. Carlo Ciccioli (Pdl), ha dichiarato che tale testo è come ovvio ampiamente modificabile con eventuali emendamenti che saranno proposti dai parlamentari di tutti i gruppi. Si tratta, quindi, di un testo aperto che dovrà essere nella direzione del sostegno alle famiglie dei pazienti, oggi abbandonate a se stesse, e di una buona e corretta assistenza alle persone che non hanno consapevolezza di malattia e per questo molto spesso evitano di curarsi o di seguire i trattamenti terapeutici prescritti. Il testo non è nella direzione di una restaurazione manicomiale, ma indirizzato ad un modello organizzativo di presa in carico efficace del paziente e dell’obbligatorietà da parte dei sanitari di recarsi dai pazienti e di strutture alternative all’ospedale per la riabilitazione di breve-medio periodo (fino ad un massimo di 12 mesi) nelle quali il paziente è tenuto a seguire un percorso terapeutico. Tale legge era molto attesa dalle associazioni dei familiari che da anni protestano per l’assenza di assistenza e strutture socio-sanitarie adeguate e la prevalenza di un atteggiamento ideologico rispetto alle esigenze reali. I parlamentari del Pd tra gli altri il capogruppo in Commissione On. Miotto, l’ex ministro Livia Turco, On. Farina Coscioni, On. Murer e On. D’Incecco hanno criticato il provvedimento ritenendo sufficiente l’attuale normativa, meritevole solo di un’implementazione degli organici sul territorio. Favorevoli nei loro interventi, invece, l’On. Castellani, l’On. Mancuso e l’On. Molteni. Al termine del dibattito il Presidente della Commissione On. Palumbo ha messo ai voti il provvedimento che è stato approvato con 14 voti contro 12. La proposta di legge porta la denominazione di "Nuove norme in materia di assistenza psichiatrica". E’ il primo passo per poi passare il provvedimento all’Aula.
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Domenica 13 Maggio 2012 09:57 |
A Napolitano non sono piaciuti i no di Bersani alle aperture di Berlusconi su riforme istituzionali e legge elettorale
È un segnale non casuale, quello che il presidente della Repubblica ha voluto inviare ieri, convocando al Quirinale il premier e i membri di governo che seguono in Parlamento l’iter delle riforme, Catricalà e Patroni Griffi, e facendosi puntigliosamente illustrare da loro lo stato del dibattito parlamentare su riforme istituzionali e legge elettorale.
Un modo per mostrare che Colle edesecutivo sono uniti nel sollecitare e «incoraggiare» le forze politiche ad occuparsene. Parlava a suocera-governo, Giorgio Napolitano, perché nuora-partiti intendessero: ora che le elezioni amministrative sono alle spalle, e con loro il relativo can can della campagna elettorale, è bene che i principali partiti tornino a mostrare «senso di responsabilità» e lavorino a realizzare rapidamente gli impegni che hanno preso.
Dunque ad accelerare il dialogo sulle riforme istituzionali e - soprattutto sulla legge elettorale, dopo aver delegato al governo Monti il difficile compito di rispondere alla crisi economica. La consueta esortazione bipartisan del Quirinale? Stavolta, spiegano i ben informati, l’interlocutore cui era diretta la bacchettata di Napolitano era soprattutto uno: il suo partito di provenienza. Perché al capo dello Stato non sarebbe molto piaciuta quella risposta un po’ sprezzante di Pier Luigi Bersani alle nette aperture fatte da Silvio Berlusconi l’altro giorno. Quando il leader Pdl non solo ha stoppato le frenesie di quella parte delle sue truppe che vorrebbero «staccare la spina a Monti»,assicurando che il governo deve andare avanti «fino alla fine della legislatura »; ma ha anche auspicato che il tempo che resta venga impegnato a riformare una Costituzione che ora rende «ingovernabile» il paese.
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Domenica 13 Maggio 2012 09:48 |
Il ministro degli Esteri di Tripoli: "Temiamo un peggioramento e ci rivolgiamo all'Italia affinché affronti con la Ue questa emergenza". Terzi: "Serve un piano europeo". Una follia uccidere Gheddafi: nessuno blocca più i terroristi. Dopo il raìs la Libia è terra di conquista dell’integralismo islamico. Ecco perché la minaccia di Al Qaida può nascondersi anche tra i clandestini in fuga dal Mali
Non bastava il ritorno del terrorismo di matrice anarchica, la crisi economica e una pressione fiscale ormai insostenibile che sfocia in episodi come gli scontri di Napoli o le molotov agli uffici Equitalia di Livorno.
Ora si riaccende pure la spia rossa dei flussi migratori dall’Africa. L’allarme arriva direttamente dal ministro degli Esteri libico Ashour Bin Khaial, che ieri ha incontrato a Roma l’omologo italiano Giulio Terzi nella sua prima visita ufficiale in un Paese europeo: «Temiamo un peggioramento sul fronte dell’immigrazione clandestina - ha detto il ministro di Tripoli - per ora la situazione non è così grave ma abbiamo indicatori sul fatto che le cose potrebbero cambiare in peggio. Immigrati africani sono giunti fino al confine tra Egitto e Libia: per ora non sono grandi numeri ma potrebbero aumentare. Vogliamo dare un segnale, un avvertimento, all’Italia e all’Ue per affrontare il fenomeno».
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Venerdì 11 Maggio 2012 07:13 |
Il CORRIERE DELLA SERA – In apertura, a sinistra “Strategia del terrore. Massacro a Damasco”. Editoriale di Franco Venturini “Noi con lo sguardo altrove”. A destra: “Lettera di Monti a Napolitano: ‘Realizzerò il mio mandato’” con il retroscena “I timori e la rassicurazione” di Marzio Breda. Taglio centrale “Novità su lavoro e partite Iva”. Con fotonotizia sotto: “Basta giacca e cravatta, lo stile Zuckerberg”. A destra: “Le incertezze (inutili) sugli esodati, ora si decida”. Sotto: “Provenzano, i misteri del tentato suicidio”. E accanto: “I grillini di oggi e quel paragone con ‘L’uomo qualunque’”.
LA REPUBBLICA – In apertura: “Governo, un miliardo per i poveri”. Sotto “Co.co.pro, salario minimo e assegno di disoccupazione”. Sotto: “Fisco, professionisti evasori, già scoperti 190 milioni”. E ancora giù: “Il superboss Provenzano tenta il suicidio, salvato dagli agenti”. Accanto con foto “Siria, bombe sulla tregua Onu. Damasco devastata: 55 vittime”. A destra: “La bandiera dei diritti civili che sventola sulla Casa Bianca”. Sotto “Juan Carlos e le donne, il tramonto del Rey” e accanto: “Il mio E.T. ha 30 anni, non avrei dovuto tradirlo” di Steven Spielberg.
LA STAMPA - In apertura: “Obama: la crisi può contagiarci”. Sotto “Rutelli: Il terzo Polo non è morto”. Accanto “Catanzaro ottanta ore per il sindaco”. A sinistra editoriale di Mario Calabresi “Il dramma dei suicidi oltre le cifre”. Tav, blocchi in tutta Italia”. Al centro con foto “Apre il Salone del libro, in coda per Fruttero”. A sinistra “Le lezioni che puliscono la politica”. Sotto “Barack e i gay, idealismo e calcolo sottile”. Sotto “Parlandone da vivo” di Massimo Gramellini. In alto i tre box, partendo da sinistra “Terrore a Damasco. Strage di studenti” a seguire “Mafia, Provenzano tenta di uccidersi”. E “Questa Juve vale già la Champions”.
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Giovedì 10 Maggio 2012 11:48 |
Il governo non ha ancora portato l'Italia fuori dalla crisi economica. E quel poco che ha fatto, lo ha fatto male. La Fornero boccia la riforma del lavoro ("Genera sommerso e non aiuta i deboli") e quella delle pensioni ("Crea problemi a molte persone"). Anche Passera getta la spugna: "È a rischio la tenuta del Paese". E il governo aspetta ancora l'ideona per uscire dal pantano...
Per sua stessa ammissione il governo dei tecnici ha fallito. La riforma del mercato del lavoro? Non ha tenuto da conto le persone più sofferenti e i più deboli? Le misure di austery? Non hanno portato alla crescita economica promessa dal premier Mario Monti.
La riforma delle pensioni? È stata molto dura e ha creato gravi problemi. Insomma, un disastro. Nelle sue ultime due uscite pubbliche il ministro del Welfare Elsa Fornero ha personalmente distrutto il lavoro svolto fino a questo momento dall'esecutivo tecnico.
Una bordata via l'altra. Un affondo pesantissimo contro la leadership del Professore e l'operato dei tecnici. Altro che le lacrime versate dalla Fornero al momento di chiederesacrifici agli italiani, qui siamo alle lacrime da coccodrillo. Perché, nel giro di soli due giorni, il ministro del Welfare non solo ha bastonato la credibilità di Monti, già di per sé non più tanto amato dagli italiani, ma ha anche affossato il proprio lavoro. La riforma delle pensioni e quella del mercato del lavoro sono, infatti, i due "grandi" contributi apportati dalla Fornero in questo governo.
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Ultimo aggiornamento Giovedì 10 Maggio 2012 11:51 |
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Mercoledì 09 Maggio 2012 08:53 |
I cittadini all’esecutivo: “fate presto”. Istituito a Palazzo Chigi un gruppo di lavoro all’interno dell’Ufficio stampa e del Portavoce per gestire il flusso di segnalazioni

Sanità, Enti locali, “auto blu”, tetti agli stipendi, risparmio energetico, consulenze, pensioni: sono i temi su cui si concentrano le oltre 95.000 segnalazioni sulla spending review inviate dai cittadini in appena una settimana, una media di 1 messaggio ogni 2 secondi, con oltre 24.000 segnalazioni ricevute nel fine settimana del 5 e 6 maggio, con un flusso costante, consistente anche durante le ore notturne. Lo riferisce una nota di Palazzo Chigi. “La partecipazione degli italiani al progetto di revisione della spesa pubblica – prosegue la nota - è stata particolarmente elevata e dalle numerose mail giunte vi è un sollecito al governo ad intervenire in modo tempestivo per cancellare le inefficienze. A scrivere sono in prevalenza cittadini, e tra questi molti giovani, ma anche dipendenti delle pubbliche amministrazioni e liberi professionisti, ricercatori, professori universitari, oltre a imprenditori, associazioni di categoria, enti no-profit, think-tanks. Circa 1/6 dei messaggi contengono il medesimo testo e, quindi, ciò lascia pensare a una campagna organizzata. Per fronteggiare il flusso di segnalazioni, dare rapida lettura a tutti i messaggi pervenuti e archiviarli in categorie è stato costituito un gruppo di lavoro all’interno dell’Ufficio stampa e del Portavoce di Palazzo Chigi. I dieci funzionari che ne fanno parte finora hanno esaminato e catalogato il 20% del totale delle segnalazioni”.
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Mercoledì 09 Maggio 2012 08:45 |
Il partito di Bersani si avvantaggia solo limitatamente della liquefazione del Pdl e dell’evanescenza del Terzo polo. E il voto di protesta aiuta una forza antisistema. Proprio come nelle amministrative che segnarono la fine della Prima Repubblica

Una intera classe di governo che scompare, la sinistra che dilaga, il malumore incanalato nell’astensionismo e in un voto di protesta che premia una forza inedita sul panorama politico e “antisistema”. Sembra lo scenario delineato in questa tornata elettorale, in realtà è il risultato delle amministrative del 1993. Uno spettro che sembra aleggiare in queste ore sul Pd proprio come accadde quasi 20 anni fa al Pds. E al Nazareno la sensazione di non essere avvertiti come la novità è palpabile.
Il Partito democratico ha sostanzialmente tenuto dove governava e strappato alcuni comuni al centrodestra, ma non si è avvantaggiato in misura significativa del crollo del Pdl, delle debolezze del Terzo polo e della divisione nel campo avverso. Col paradosso che il voto in libera uscita di molti moderati delusi sono finiti, oltre che nell’astensionismo, a favore del Movimento cinque stelle di Beppe Grillo. Le “preferenze” dell’elettorato quanto meno sono chiare: l’alleanza con Idv e Sel è vincente quasi ovunque, mentre quella con l’Udc ha dato risultati dagli esiti alterni. Senza contare che spesso il partito di Casini si è mostrato ininfluente per il risultato finale.
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Mercoledì 09 Maggio 2012 08:40 |
Circa una ventina i comuni del Nord sopra i 15mila abitanti dove una ritrovata intesa Pdl-Lega sarebbe vincente

Non dimenticare Gorizia. Potrebbe essere questo lo slogan intorno al quale ricostruire quel rapporto politico fra Pdl e Lega che si è interrotto con la nascita del governo Monti. Un governo tecnico cui il partito di Berlusconi ha dato e dà un sostegno spesso sofferto e cui invece quello di Bossi si oppone tenacemente fino a teorizzare l’obiezione fiscale. Se infatti il capoluogo friulano è l’unico in cui Pdl e Carroccio (per di più affiancati anche da Udc e Fli) hanno riconquistato la poltrona di sindaco correndo insieme, ci sono circa un’altra ventina di comuni sopra i 15 mila abitanti del nord Italia in cui il divorzio consumato al primo turno potrebbe tramutarsi ora in un riavvicinamento capace di portare alla vittoria comune. Fra Piemonte, Lombardia e Veneto sono infatti tante le sfide medio-piccole (ma ubicate tutte nella Padania più profonda) che vedono il candidato del centrosinistra contrapposto vuoi a quello leghista vuoi a quello pidiellino; e dove l’eventuale nuova convergenza di quegli elettori che fino a sei mesi fa votavano dalla stessa parte potrebbe dare la poltrona di Primo cittadino all’antico centrodestra.
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Martedì 08 Maggio 2012 16:00 |
I dati della Regione non coincidono con quelli dei Comuni. Percentuali riviste al ribasso: Orlando scenderebbe al 30%, Ferrandelli al 10%
In Sicilia e a Palermo regna il caos. Mentre si attendono ancora i risultati di diverse sezioni, sono già emersi problemi sul conteggio delle percentuali sia nel capoluogo sia in altri comuni, tra cui Misterbianco (Catania), Erice (Trapani) e Villabate (Palermo).
Ci sono infatti discrepanze, anche evidenti, tra i conteggi effettuati dagli uffici dell'assessorato regionale agli Enti locali e quelli effettuati dai Comuni. Con la nuova legge elettorale, varata l'anno scorso in Sicilia, non è più valido il cosiddetto "voto di trascinamento" che permetteva al candidato sindaco (anche nel caso in cui la sua casella nella scheda elettorale non fosse barrata) di ricevere il voto della lista a lui collegata.
Invece, con il nuovo sistema non sono più validi per il sindaco questo tipo di voti, valgono solo le effettive preferenze espresse barrando il nome del candidato prescelto. Gli altri voti vanno solo alla lista. E proprio questo nuovo sistema pare abbia messo in crisi la macchina palermitana dello scrutinio.
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Martedì 08 Maggio 2012 15:55 |
Il centrodestra perde terreno: gli elettori non perdonano il sostegno a Monti. Exploit dei grillini. Il Pd esulta, ma vince solo con candidati non suoi
Il leghista Flavio Tosi vince al primo turno e si riconferma sindaco di Verona. A Genova e Palermo il Sel Marco Doria e il dipietrista Leoluca Orlando sfiorano il colpaccio ma dovranno andare al ballottaggio.
Parma assiste attonita all'exploit dei grillini che toccano il 20%: il candidato del Movimento 5 Stelle Federico Pizzarotti andrà, infatti, al ballottaggio con Vincenzo Bernazzoli, sostenuto dal centrosinistra. Nelle quattro sfide principali alle elezioni amministrative di quest'anno già si vedono gli effetti del terremoto politico: i partiti anti partiti fanno il botto e mettono in pesante difficoltà le coalizioni tradizionali. Tra due settimane - ai ballottaggi - sarà difficile che si verifichino clamorosi ribaltoni.
Una vera e propria sberla elettorale. Con il Pdl e il Carroccio che escono con le ossa rotte. Pur tenendo quasi ovunque, il Partito democratico non brilla: Pier Luigi Bersani esulta, ma non ammette che riesce a vincere soltanto con candidati non suoi. E il Terzo Polo? Inesistente. Il vero terzo polo sono i grillini, mentre l'Udc di Pier Ferdinando Casini paga il sostegno incondizionato al governo Monti e non supera il 10% in nessuna città. L'affluenza bassa - in calo del 7% rispetto alla tornata elettorale del 2011, colpisce tutti i partiti. Non solo. In Sardegna passano tutti i dieci quesiti referendari anti casta che obbligano la Regione ad abolire quattro Province a sparire subito dalle mappe. Un segnale chiaro che, se si legge insieme al boom dei grillini, evidenzia come l'antipolitica sia il primo partito del Paese.
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Martedì 08 Maggio 2012 07:05 |
Il Carroccio conserva Verona ma arretra in Lombardia. Crolla il Pdl, l’intera coalizione che sostiene il governo Monti esce ammaccata dal primo turno

“Elezioni insidiose”, nelle quali il Pdl “registra una sconfitta”. Commentando a caldo dalla sede del partito i risultati provvisori del primo turno delle Amministrative, il segretario del Pdl Angelino Alfano non nasconde il colpo subito nelle urne. Anche se nega che si sia trattato di una catastrofe. Diversa la reazione del Pd. Il segretario, Pier Luigi Bersani, polemizza con le analisi ingenerose nei confronti dei democrat, esaltandone il rafforzamento in molte città e assicurando che il suo partito “non perde”. In attesa dell’intervento di Bersani, l’ex premier Massimo D’Alema ha sottolineato la crescita di responsabilità per il Pd, che conta, al termine del doppio turno, di vedere notevolmente incrementato il numero dei comuni capoluogo di provincia amministrati dal centrosinistra. Ma di certo neppure i democrat possono parlare di un risultato brillante. E lo stesso vale per il Terzo Polo: l’eterogenea maggioranza che sostiene il governo Monti non esce affatto rafforzata dal primo turno amministrativo.
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Martedì 08 Maggio 2012 06:52 |
Amministrative: crollo per Pdl e Lega, boom dei grillini – Gambizzato un dirigente Ansaldo. Gli inquirenti: atto terroristico – Grecia, caos dopo il voto: il premier incaricato rinuncia
CORRIERE DELLA SERA – In apertura: “Crollano Pdl e Lega, la scossa di Grillo”. Sotto: “Se cade anche la Betlemme del Carroccio”; “Le elezioni anticipate si allontanano”. Editoriale di Massimo Franco: “Non cercate alibi”. Al centro: “Il ritorno di Leoluca Orlando: 20 anni dopo trionfa a Palermo Verona, Tosi al primo turno”. In un riquadro: “La solitudine politica del Nord”. A fondo pagina: “Genova, lo spettro del terrorismo”.
LA REPUBBLICA - In apertura: “Comunali, il tracollo del Pdl”. Editoriale di Massimo Giannini: “Un’altra politica”. A centropagina: “Monti avverte: non accetto ricatti”; “La festa dei 5 stelle ‘E ora il Parlamento’”; “Il Cavaliere dileguato”. Sempre al centro: “Genova, incubo terrorismo colpito manager Ansaldo”. Sotto: “Il ritorno dei fantasmi armati”. A fondo pagina: “Grecia, caos dopo le urne il governo è impossibile”; “E Hollande va a Berlino sognando un new Deal””.
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Martedì 08 Maggio 2012 06:45 |
Dalle urne emerge l’affermazione del Movimento 5 Stelle. Alfano ammette la sconfitta. Sostanziale tenuta dei democrat, che nelle città maggiori però perdono colpi. Il Terzo Polo fallisce il test visibilità

- Brusco calo per Pdl e Lega, sostanziale tenuta del Pd – che nelle grandi città al voto stenta però ad affermarsi, retrocedendo nel voto di lista - e avanzata prepotente dei grillini. È il panorama che esce dalle urne della prima tornata di amministrative dove, come evidenziano i quotidiani nei loro commenti, è prevalso un voto di protesta in tutto il Paese. “Il Pdl implode, il Pd tiene ma inciampa in Sicilia, la Lega che corre da sola perde molti sindaci in Lombardia, l'Udc e il Terzo polo deludono le aspettative, il Movimento 5 stelle ottiene uno strepitoso successo e in alcune città (a Parma il candidato grillino passa il turno) supera abbondantemente il 10 per cento”, sintetizza il “Corriere della Sera”, sottolineando che a Verona stravince al primo turno il leghista Flavio Tosi, sospinto dalle liste civiche che Bossi voleva bloccare, mentre a Palermo l'ex sindaco Leoluca Orlando (Idv e Rifondazione) umilia il candidato del Pd Fabrizio Ferrandelli. Marco Doria, il candidato del centrosinistra a Genova, ottiene un buon risultato personale (47%) ma dovrà attendere il secondo turno.
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Lunedì 07 Maggio 2012 09:25 |
Il voto in Grecia e in Francia crea pesanti incertezze sui mercati: affondano le principali piazze finanziarie del Vecchio Continente. Male anche i titoli di Stato
Il voto in Europa affonda le principali piazze finanziarie del Vecchio Continente. Da una parte la schiacciante vittoria del socialista Francois Hollande sul presidente uscente Nicolas Sarkozy in Francia, dall'altra il boom dei partiti estremisti (staliniani e noenazi) in Grecia: le Borse europee hanno già bocciato la nuova geopolitica del Vecchio Continente.
A Piazza Affari l'Ftse Mib ha aperto a 13,597 punti perdendo sul campo il 2,27%. Contrazione simile per l’Ftse All Share che sta perdendo il 2,04%. Negative anche le principali piazze europee: a Parigi il Cac40 ha lasciato sul terreno l’1,45%, a Londra il Ftse 100 è sceso dell’1,93%, mentre a Francoforte il Dax ha perso il 2,18%. Giù anche Amsterdam (-1,49%), Bruxelles (-1,18%). Sui mercati europei regna l'incertezza dopo l’esito delle elezioni in Francia, con la vittoria del socialista Hollande. Ma a spaventare di più è la Grecia, con gli investitori che temono una revisione delle politiche di austerity concordate con Bruxelles dopo la salita della sinistra radicale e dei neo-nazisti.
Dopo le incertezze create dall’esito del voto in Grecia e in Francia, anche il differenziale di rendimento tra i Btp decennali e i Bund tedeschi è schizzato all'insù. Lo spread è in fortissima altalena. Adesso il differenziale si attesta a 395 punti, dopo aver toccato un massimo a quota 401. Venerdì scorso aveva chiuso a 386 punti. Il rendimento del decennale è al 5,53%. Lo spread calcolato sui Bonos spagnoli si è, invece, attestato a 426 punti con un tasso del 5,83%. |
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Lunedì 07 Maggio 2012 09:22 |
Particolare riduzione dei votanti in Emilia-Romagna, Umbria e Toscana. Le quattro province sarde istituite nel 2001 saranno abolite
Alle 22 di ieri sera l’affluenza alle urne complessiva nei 940 comuni dove si è votato era pari al 49 per cento, -5,8 rispetto alla tornata precedente. Particolarmente in calo la partecipazione al volo in alcune delle cosiddette “regioni rosse”: -8, 53 per cento in Emilia-Romagna, -9,80 in Toscana, -9,05 in Umbria. Sensibile riduzione dei votanti anche nel Lazio (-7,26 per cento) mentre la Campania è tra le regioni in cui si è votato di più, con il 52,61 per cento rispetto al 55,73 della scorsa consultazione.
Importante partecipazione al voto invece in Sardegna per quelli che nella regione sono stati definiti i “referendum anticasta”. Promossi da un movimento trasversale guidato dal partito dei Riformatori sardi e sostenuti da 120 sindaci, nonché dal governatore Ugo Cappellacci, i referendum sono stati votati da 525,651 sardi, pari al 35,50 per cento. Il quorum era stabilito a un terzo degli aventi diritto. Scontato l’esito della consultazione: i contrari hanno svolto la campagna elettorale a favore dell’astensione ed è quindi largamente prevedibile una valanga di sì. Con questo risultato, dovrebbero essere abolite le quattro province istituite nel 2001 (Carbonia Iglesias, Medio Campidano, Olbia Tempio e Ogliastra). Inoltre, verranno tagliate le indennità dei consiglieri regionali. Tra gli altri cinque quesiti (consultivi), spicca l’istituzione di un’Assemblea costituente per riscrivere lo statuto autonomo della Regione.
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Lunedì 07 Maggio 2012 09:17 |
Il candidato socialista si impone con il 51,7% dei voti contro il 48 ottenuto da Nicolas Sarkozy. Il premier Mario Monti tra i primi a congratularsi con il nuovo capo dell'Eliseo.

Dopo 17 anni un socialista torna all’Eliseo. Francois Hollande conferma i pronostici della vigilia e sconfigge Nicolas Sarkozy con il 51,7% dei voti. Il nuovo presidente francese, dopo l’ufficializzazione dei risultati, si è detto “fiero di aver riacceso la speranza” e dalla tradizionale platea della Bastiglia ha ricordato a tutti gli europei che la crescita deve tornare al centro delle politiche economiche dell’Unione. “Sarò il presidente di tutti. Stasera non ci sono due France, c'è una sola nazione. Ognuno sarà trattato nello stesso modo, con gli stessi diritti e gli stessi doveri”, ha assicurato Hollande davanti a una folla immensa. Anche Sarkozy ha chiesto ai francesi di non dividersi, prima di ringraziarli per avergli assegnato “l’immenso onore” di essere stato presidente per cinque anni.
Il presidente del Consiglio Mario Monti è stato tra i primi a congratularsi telefonicamente con il nuovo capo dell’Eliseo, manifestando “il desiderio del governo italiano, e personale, di collaborare strettamente con la Francia, in particolare nel quadro europeo, ai fini di un’unione sempre più efficace e orientata alla crescita”. Anche la cancelliera tedesca Angela Merkel, considerata da molti la vera sconfitta di queste elezioni, si è puntualmente congratulata con il vincitore, invitandolo subito a Berlino. Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha poi aggiunto di voler lavorare fianco a fianco con il nuovo capo di Stato “su una serie di dossier sull’economia e la sicurezza”. Per la prima uscita internazionale di Hollande non occorrerà aspettare molto: il 18 e il 19 maggio è previsto il vertice G8 a Camp David, mentre i giorni successivi si aprirà il 25mo vertice della Nato a Chicago.
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Venerdì 04 Maggio 2012 13:03 |
Il governo vuole tagliare 4,2 miliardi di spesa in sette mesi. E a Bondi sono già arrivati via web 40mila suggerimenti per i tagli
Se il pubblico fosse stato amministrato come il privato, la spesa sarebbe più bassa di 73 miliardi di euro all’anno. Quindi di circa dieci punti percentuali in meno rispetto ai livelli attuali.
Il nodo della spending review presentata da Piero Giarda lunedì scorso è, in gran parte, dentro questo dato che il ministro considera comunque il frutto di una tendenza «strutturale». Inevitabile, quindi. Fatto sta che «i costi di produzione dei servizi pubblici sono cresciuti nel tempo molto più rapidamente dei costi di produzione dei beni di consumo privati». Nel 2010, appunto, la distanza tra i due mondi è misurabile in 73 miliardi di euro. Negli anni, non si è fatto molto per ridurla. «Il differenziale di costo - osserva Giarda nella relazione - già esistente nel 1980 - è aumentato nei trenta anni successivi, fino al 2010, del 28,8% con una media di svantaggio annuo pari a 0,8%, una misura del costo della inferiorità tecnologica del settore pubblico».
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Venerdì 04 Maggio 2012 12:52 |
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Il gip di Roma chiede al Senato l’arresto per l’ex tesoriere della Margherita, Luigi Lusi. Che dalla sua villa di Genziano parla di un atto “abnorme”. I leader di Pd e Udc, intanto, sono pronti a votare sì.
La cronaca del SOLE 24 ORE. “Rischia di finire in carcere il senatore Luigi Lusi, l'ex tesoriere della Margherita accusato di essersi appropriato di 23 milioni del partito. Il gip Simonetta D'Alessandro ha inoltrato alla Giunta per le autorizzazioni a procedere del Senato la richiesta di arresto per il parlamentare. Alla base del provvedimento c'è la nuova, pesantissima accusa mossa a Lusi dai pm di Roma: ‘Associazione a delinquere finalizzata all'appropriazione indebita, al riciclaggio e alla fraudolenta intestazione di valori ed altri illeciti finalizzati a realizzare una serie indeterminata e sistematica di sottrazioni di risorse dai conti della Margherita’. Il capo di imputazione notificato dal Nucleo tributario della Guardia di Finanza chiama in causa anche la moglie di Lusi, Giovanna Petricone, i ‘commercialisti di famiglia’ Mario Montecchia e Giovanni Sebastio, cooptati nella Margherita dall'ex tesoriere e accusati di avere alterato i bilanci dei Dl per occultare gli ammanchi, e due ex amministratori di società di Lusi, Diana Ferri e Paolo Piva. Per Petricone, Montecchia e Sebastio sono stati disposti gli arresti domiciliari per il pericolo di inquinamento delle prove. Per Lusi e Petricone c'è anche il rischio di fuga in Canada vista, scrive il gip: ‘L'ingente provvista accumulata in quel Paese (1,6 dei 3,3 milioni girati alla donna, ndr) e l'origine italo-canadese della moglie’. Non ci sono ‘i presupposti – ribatte Lusi – è un provvedimento abnorme. Ricorreremo al Riesame.
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Venerdì 04 Maggio 2012 12:36 |
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Il segretario del partito presenta la proposta di legge sui crediti verso la Pa. Sui tagli chiede al governo "maggiore ambizione"

Una legge delega che assegni al governo il compito di emanare uno o più decreti legislativi, entro tre mesi. È questo lo strumento scelto dal Pdl per veicolare la proposta, annunciata nei giorni scorsi di norme che consentano alle imprese che vantano crediti nei confronti della Pubblica amministrazione, di poter compensare questi ultimi con uno sgravio sul pagamento delle tasse. La proposta è stata illustrata dal segretario del Pdl, Angelino Alfano, nella sede del partito, ed è stata l’occasione per affrontare anche la questione dell’abolizione dell’Imu sulla prima casa, obiettivo che Alfano ha chiaramente indicato come prioritario in una lettera inviata a tutti i sindaci del Pdl. "Il Pdl – si legge nella lettera diffusa prima della conferenza stampa - promuoverà ogni iniziativa politica, affinché sia eliminata la tassazione sull'abitazione principale. Il Pdl – continua la lettera - ha posto come impegno principale quello di ritornare all'eliminazione della tassazione sulla prima casa sin dal 2013, recuperando risorse dalla lotta agli sprechi. Voglio ricordare che le risorse venute meno ai Comuni in seguito all'abolizione dell'Ici sulla prima casa sono state integralmente compensate con risorse trasferite ed i Comuni non hanno subito alcuna decurtazione nel 2008".
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