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CEI: CHIESA NON FA I GOVERNI E NON LI MANDA A CASA |
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Scritto da Redazione
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Venerdì 30 Settembre 2011 17:29 |
Roma - Conferenza di monsignor Crociata al termine del Consiglio permanente. Cattolici in politica: Nessun partito da promuovere

Roma - “La Conferenza episcopale e la Chiesa in genere, notoriamente non fa i governi e nemmeno li manda a casa”: così il segretario generale della Cei, monsignor Mariano Crociata, nel corso della conferenza stampa al termine del Consiglio permanente. “Ognuno – ha aggiunto - ha la responsabilità delle affermazioni che fa in un dibattito che a certi livelli ha una sua legittimità nella valutazione di questi aspetti più tecnici, delle dinamiche del mondo politico”. Ma “attribuire intenzioni del genere alla prolusione (del cardinale Bagnasco, ndr) è fuori luogo”. Monsignor Crociata ha sottolineato che la Chiesa italiana “guarda con attenzione a tutto quello che si esprime e che nasce” nel dibattito che si è aperto dalla prolusione del presidente della Cei. Tra cui, alcune prese di posizione di aggregazioni cattoliche ma anche la lettera aperta a Bagnasco, pubblicata oggi da Avvenire, a firma di nove esponenti del Pdl. Lettera su cui monsignor Crociata non ha ritenuto di dover aggiungere commenti.
Il numero due della Cei ha chiarito anche i termini del coinvolgimento dei cattolici in politica, tema ormai da diversi mesi all’ordine del giorno degli appuntamenti dell’episcopato italiano. “Non c’è nessuna iniziativa volta alla costituzione, organizzazione, promozione di un partito. Non abbiamo partiti da promuovere o organizzare”. La Chiesa italiana invita a una “rinnovata presa di coscienza di questa responsabilità” da parte dei cattolici. L’arcivescovo ha parlato di “giacimento di valori” che deve essere “reinvestito per il bene del Paese. Ne sentiamo tutti la responsabilità, ciò che abbiamo non possiamo tenerlo per noi”. Monsignor Crociata ha quindi specificato che il “soggetto” di cui parla la prolusione del cardinale Bagnasco è “un soggetto culturale e sociale, è un invito a convergere a partire da questo patrimonio condiviso, attorno ai valori fondamentali propri del mondo cattolico, mostrando l’importanza di uno sforzo condiviso, comune”.
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