Sprintonline.com

Top 100 Joomla

Global News

PageRank

Free Google PageRank

Statistiche

Utenti : 1037
Contenuti : 1338
Link web : 8
Tot. visite contenuti : 1655335
Home NEWS Attualità Il comandante al gip: "C'ero io al timone" TELEFONATA DI SCHETTINO: ASCOLTA
Il comandante al gip: "C'ero io al timone" TELEFONATA DI SCHETTINO: ASCOLTA PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Martedì 17 Gennaio 2012 15:49


Si aggrava la posizione del comandante della Costa Concordia, accusato di omicidio colposo plurimo, naufragio e abbandono di nave. Schettino interrogato dal gip. Il pm: "Il suo racconto non cambia le accuse". Il procuratore capo Verusio avverte: "Rischia fino a 15 anni di carcere". Ecco le telefonate che inchiodano Schettino. Mentre venivano soccorsi i passeggeri, il capitano era già sceso dalla nave. Ecco gli audio della Capitaneria: L'intimazione a Schettino: "Vada a bordo, cazzo!" - Schettino s'imbroglia: "Sono sceso dalla nave". Ecco la sbobinatura. L'inchiesta della Guardia Costiera dimostra che l'avvicinamento della nave al porto del Giglio non sarebbe stata decisa dal capitano ma frutto del caso: i locali motore erano invasi dall’acqua e non più funzionanti e l’imbarcazione è stata trasportata sulla costa dalle correnti. Il racconto del tassista: "Quando Schettino mi chiese i calzini". IL DOSSIER SUL NAUFRAGIO

di - 17 gennaio 2012, 16:19

"Vada a bordo, cazzo!". All'intimazione perentorea del comandante Gregorio Maria De Falco, il comandante della Costa Concordia Francesco Schettino risponde tremante. Si contraddice, incespica sulle parole e si lascia scappare - violenta tra i denti - tutta quella paura che non dovrebbe mai sopraffare un comandante sul cui valore dipende il futuro di oltre 4mila persone.

Il comandante Francesco Schettino in stato di fermo
Il comandante Francesco Schettino in stato di fermo
Ingrandisci immagine

Ascoltare le telefonate tra la Capitaneria di Porto e il capitano della nave, che lentamente sta imbarcando le acque scure del Mar Tirreno al suo interno, è peggio di un pugno nello stomaco. C'è dentro tutto l'orrore di una lunga notte. C'è dentro tutta il fiato corto con cui gli italiani (e non solo) hanno seguito la tragedia del colosso del mare prima e la triste ricostruzione fatta, nelle ore dopo, dalla Guardia Costiera.

C'è dentro tutto il buio di una notte che, per decine di persone ancora disperse, dura ancora adesso.

Il procuratore capo di Grosseto Verusio non ha alcun dubbio. "Schettino rischia fino a 15 anni di carcere". Per il momento le accuse mosse dagli inquirenti sono "omicidio colposo plurimo, naufragio e abbandono di nave". Insomma, la posizione di Schettino continua ad aggravarsi. Per oltre quattro ore il comandante, sottoposto a fermo nel carcere di Grosseto, è stato interrogato nell’ufficio del gip di Grosseto Valeria Montesarchio che si è riservata di decidere sulla misura della custodia cautelare in carcere. Gli indagati per il naufragio della Costa Concordia sono, al momento due: oltre a Schettino, è indagato anche il primo ufficiale in plancia Ciro Ambrosio, denunciato in stato di libertà. Gli inquirenti non escludono, tuttavia, che il numero degli indagati aumenti nelle prossime ore. Sebbene il capitano abbia continuato a ripetere, durante l'interrogatorio, di essere stato alla guida "al momento dell'impatto" sullo scoglio, la ricostruzione fornita sembra non aver convinto il pm che ha deciso di non modificare l’impianto accusatorio.

Il comandante Francesco Schettino in stato di fermo

Secondo i primi accertamenti investigativi, "Schettino dispose la rotta da seguire nei pressi dell’Isola del Giglio". Tuttavia contro di lui piovono, come macigni, le accuse schiaccianti emerse dall'inchiesta effettuata dalla guardia costiera di Livorno.

"L’avvicinamento della Costa Concordia al porto dell’Isola del Giglio - dicono - non sarebbe stata decisa dal comandante Francesco Schettino, ma sarebbe frutto del caso". In questo modo viene smentita la versione fornita dal comandante che per bocca del suo legale aveva fatto sapere che si era avvicinato intenzionalmente alla costa per evitare un naufragio in mare aperto e salvare il maggior numero di vite umane possibile. Secondo quanto emerge, non solo i locali motore erano invasi dall’acqua e non più funzionanti, ma l’imbarcazione sarebbe stata trasportata sulla costa dalle correnti. E ancora: sempre nell’ambito dell’inchiesta della guardia costiera emergerebbe che l’evacuazione è iniziata alle 22.45, quindi 13 minuti prima della comunicazione di "abbandono nave" lanciata dal comandante alla Capitaneria di Porto e fissata alle 22.58.

Secondo una primissima ricostruzione dei fatti, diversi membri dell’equipaggio della Concordia avrebbero assunto la decisione in autonomia, quasi "ammutinandosi", avendo compreso la gravità della situazione. Nelle registrazioni telefoniche acquisite dalla procura di Grosseto, poi, ci sono delle comunicazioni tra l’ufficiale della guardia costiera di Livorno e il cellulare di Schettino (ascolta gli audio: telefonata 1 - telefonata 2). Il comandante avrebbe detto in un primo momento di essere sulla nave a coordinare i soccorsi, poi (intorno a mezzanotte e mezzo) si sarebbe fatto scappare una frase in cui dichiara di non poter più risalire sulla nave, ammettendo quindi di essere sceso.

quel punto (è l’1,46 di venerdì notte) le operazioni di salvataggio erano ancora in corso. E’ufficiale della Guardia costiera intima con tono risoluto a Schettino di risalire immediatamente sulla nave e di coordinare i soccorsi: "Comandante, è un ordine, ora comando io. Lei ha dichiarato l’abbandono nave, vada a prua, risalga sulla nave e vada a coordinare i soccorsi. Ci sono già dei cadaveri". A Schettino trema la voce: "Ma si rende conto che è buio e qui non vediamo niente...". De Falco gli intima: "Cosa vuole fare, vuole andare a casa? Lei ora torna sopra e ci dice cosa si può fare, quante persone ci sono e di cos’hanno bisogno. Ora!". Poi l'ammonimento: "Vada a bordo, cazzo!". Tre parole che passeranno alla storia. Perché, anche grazie al decisionismo e all'eroismo di ufficiali come De Falco, è stato possibile evitare una vera e propria strage.

Commenti (0)Add Comment

Scrivi commento

busy
 

Gallery Albums e Movies

I nostri siti















Comuni Italiani.it