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Al processo in videoconferenza 'inventato storia su soldi da Berlusconi, ero in panico per fisco'
22 dicembre, 19:00
Silvio Berlsuconi al suo arrivo in macchina a Palazzo di Giustizia di Milano per un'udienza del processo Mills

Per Berlusconi la testimonianza di Mills è stata "una ottima udienza" e "mi sento molto sollevato per il riconoscimento dell'avvocato Mills" riguardo ai 600mila dollari "che secondo me conclude questa vicenda". Berlusconi ha chiarito anche che non ci sarà "nessuna conseguenza" per il partito in caso di condanna.
MILLS, BERLUSCONI TOTALMENTE INNOCENTE - ''Desidero sottolineare la totale innocenza del dottor Berlusconi che non ha nulla a che fare con quei 600.000 dollari e mi scuso con lui per tutti i problemi che gli sono stati causati''. Lo ha detto David Mills in una dichiarazione spontanea al termine delle domande del pm durante l'udienza in videoconferenza. ''Ho una domanda da fare al dottor De Pasquale'', ha detto Mills quando il pm ha concluso le sue domande. Il presidente del collegio ha spiegato che ''non e' rituale, ma per cortesia'' ha permesso a Mills di formularla. A quel punto l'avvocato inglese ha esordito dicendo: ''Il pm non mi ha permesso di rispondere a un'unica domanda che conta, ossia da dove vengono quei 600 mila dollari''. E' intervenuto il pm De Pasquale dicendo: ''L'ha gia' detto molte volte, che cosa significa che non gliel'ho permesso?''. E cosi' il giudice Vitale ha chiarito di non poter ''costringere il pm a formulare una domanda come vuole Mills''. Cosi' l'avvocato inglese ha rilasciato una dichiarazione spontanea: ''Desidero sottolineare la totale innocenza del dottor Berlusconi che non ha assolutamente nulla a che fare con quei 600 mila dollari. Mi scuso - ha aggiunto - per tutti i problemi che gli sono stati causati e spero che alla fine del processo emerga la verita'''
UNA STORIA INVENTATA David Mills, testimoniando oggi nel processo a carico di Silvio Berlusconi, ha spiegato di aver "inventato la storia" dei 600mila dollari ricevuti da Silvio Berlusconi, attraverso il manager Carlo Bernasconi. "Mi vergogno di doverlo dire, ma ho trovato la soluzione di collegare questa storia a Bernasconi, mio stretto amico morto due anni prima", ha aggiunto Mills, spiegando di aver dato questa versione perché "ero nel panico" per possibili indagini fiscali a suo carico.
Il pm di Milano Fabio De Pasquale ha chiesto conto all'avvocato inglese della versione fornita da Mills nel 2004 al fisco inglese, nella quale in sostanza il legale d'affari spiegava che quei 600mila dollari, che sono al centro del processo per l'accusa di corruzione in atti giudiziari, li avrebbe ricevuti dall'ex manager Fininvest Carlo Bernasconi da parte di Berlusconi. A questo proposito, Mills ha ribadito, come aveva già fatto nella scorsa udienza, che quei soldi in realtà erano un "regalo" dell'armatore Diego Attanasio. Mills, stando alla sua testimonianza, avrebbe presentato un'altra versione, quella dei soldi da Bernasconi, perché "dovevo giustificare al fisco perché avevo presentato quei soldi come regalo e non volevo causare ulteriori problemi al mio amico e cliente Attanasio e non volevo essere coinvolto in indagini". Mills ha detto che in quel periodo era "nel panico, non riuscivo a dormire, avevo bisogno di presentare una storia al fisco inglese, visto che la vera storia di Attanasio non potevo utilizzarla, dovevo collegarla a qualcun altro". A quel punto l'avvocato d'affari ha spiegato di vergognarsi "profondamente" per quel riferimento all'amico Bernasconi deceduto. Mills ha parlato inoltre di una "storia di pura immaginazione inventata per il fisco inglese". Il pm però gli ha mosso numerose contestazioni e, ad esempio, alla domanda sul perché in alcuni documenti Mills scriveva "Mr B. e non Berlusconi", l'avvocato ha detto: "Era un patetico tentativo di discrezione, le ho già descritto qual era il mio stato mentale all'epoca". Tra l'altro, Mills parlò dei 600mila dollari ricevuti attraverso Bernasconi e da parte di Berlusconi in un interrogatorio davanti agli inquirenti milanesi del luglio 2004.
LEGALE, LA STORIA SU BERLUSCONI E' TUTTA UNA FICTION - "Tutto quello che riguarda Berlusconi e Bernasconi è una fiction, una invenzione pericolosa". Così l'avvocato inglese David Mills ha ribadito oggi, testimoniando nel processo a carico di Silvio Berlusconi, che i 600mila dollari al centro dell'accusa non li ha ricevuti da parte dell'ex premier, ma da Diego Attanasio, suo cliente e armatore napoletano. "It's all fiction", ha affermato a un certo punto Mills, alzando la voce, rispondendo al pm De Pasquale che gli muoveva contestazioni.
In particolare, il pm De Pasquale ha formulato una serie di domande a Mills sulla lettera del 4 maggio 2004 che il legale scrisse al suo fiscalista Bob Drennan, nella quale il legale d'affari parlava in sostanza di quei 600mila dollari come un regalo da parte di Berlusconi per le sue testimonianze reticenti in alcuni vecchi processi. "Tutto quello che riguarda Berlusconi e Bernasconi è una fiction, un'invenzione pericolosa", ha risposto Mills. Al pm che gli domandava se è corretto che nella lettera avesse collegato il "regalo" alle testimonianze e al fatto che tutto doveva essere fatto "discretamente", Mills ha risposto di nuovo: "Questa parte della lettera è completamente inventata, anche se doveva contenere dettagli realistici per il funzionamento della storia". Mills, all'ennesima contestazione da parte del pm, ha risposto alzando decisamente il tono della voce con un "It's all fiction" e ribadendo "é un racconto fittizio".
LEGALE, DISSI CIO' CHE PM VOLEVANO SENTIRSI DIRE - David Mills, testimoniando nel processo a carico di Silvio Berlusconi, ha spiegato che quando riferi' ai pm nel 2004 che i 600mila dollari li aveva ricevuti da parte dell'ex premier, aveva "adottato la strategia della minore resistenza, dicendo quello che immaginavo che i rappresentanti dell'accusa volevano che dicessi". Il legale inglese, rispondendo alle domande del pm oggi in aula, ha chiarito inoltre di aver fatto il nome dell'armatore Attanasio ai pm nel 2004 solo in una pausa dell'interrogatorio.
Il pm De Pasquale ha contestato in questa parte della testimonianza a Mills l'interrogatorio che rese nel luglio 2004 e nel quale l'avvocato inglese aveva messo a verbale che "nell'autunno del '99'' il manager Fininvest Carlo Bernasconi "mi disse che Silvio Berlusconi a titolo di riconoscenza per come ero riuscito a proteggerlo (in due vecchi processi, ndr) aveva deciso di destinare a mio favore una somma di denaro". Dato che il pm gli ha letto questo interrogatorio, prova fondamentale per l'accusa, Mills ha raccontato la sua versione su come andò quell'interrogatorio "che cominciò alle 14.45 e terminò dopo l'1 di notte". Secondo Mills, il fatto che gli inquirenti milanesi gli mostrarono all'epoca la lettera da lui scritta al suo fiscalista Bob Drennan fu "una mossa abile, perché mi ha causato grande costernazione, stato d'animo che mi ha accompagnato fino alla fine dell'interrogatorio". Dopo la mezzanotte, ha proseguito Mills, in una pausa del verbale "c'erano i rappresentanti dell'accusa, il dottor Robledo molto amichevole e il De Pasquale abbastanza aggressivo, e abbiamo riconsiderato quella lettera e sono assolutamente certo di aver menzionato il nome di Diego Attanasio e nel farlo entrambi i pm sembravano piuttosto sorpresi e increduli". Stando alla versione difensiva di Mills, infatti, e alla sua ritrattazione messa per iscritto nel novembre del 2004, i 600mila dollari gli furono regalati dall'armatore Attanasio. Mills ha ribadito che, anche nel corso di quell'interrogatorio, "ero molto preoccupato per la mia posizione nei confronti del fisco inglese che non era ancora risolta, avevo paura e ho deciso quindi che avrei adottato la strategia della minore resistenza". Il pm gli ha contestato anche una testimonianza resa al fisco inglese. "E' vero che lei ha detto al fisco che se avesse riferito tutto quello che sapeva ci sarebbe stato imbarazzo per Silvio Berlusconi?", ha chiesto De Pasquale. E Mills: "E' un rendiconto accurato di ciò che ho detto, ma non é un rendiconto accurato di ciò che è successo". L'avvocato inglese ha inoltre sottolineato che, pur nella "storia inventata", a suo dire, dei 600mila dollari provenienti da Berlusconi, lui ha sempre voluto "evitare che Berlusconi fosse coinvolto". |