BELGRADO - L'Europa resta nella morsa implacabile del gelo e della neve, che in una settimana ha provocato centinaia di morti, in massima parte senzatetto o abitanti in case precarie e prive di adeguato riscaldamento. I più colpiti dall'emergenza sono i Paesi dell'Europa centrorientale e dei Balcani, in primo luogo Ucraina, Polonia, Serbia, Bulgaria, Romania, nei quali si registra la quasi totalità delle vittime. Difficile la situazione anche in Germania e Austria, dove tuttavia non si registra un elevato numero di vittime.
UCRAINA - E' di 101 morti in sette giorni, di cui 38 nelle ultime 24 ore, il numero delle vittime dell'ondata di gelo che sta flagellando l'Ucraina. In almeno 64 casi si trattava di senzatetto. Secondo il ministero delle Emergenze della repubblica ex sovietica 11 persone sono decedute in ospedale e 26 nelle loro abitazioni.
Si tratta dell'inverno più rigido degli ultimi sei anni in Ucraina. Nella maggior parte delle regioni della repubblica ex sovietica, difficilmente si scende al di sotto dei 15 gradi sottozero, ma quest'anno il termometro segna temperature abbondantemente inferiori ai -20, con minime fino a -33. Il governo ha fatto sapere di aver allestito 2.940 tende riscaldate per far fronte all'emergenza, e altre 113 dovrebbero essere pronte nelle prossime ore.
Il freddo intenso ha causato altri nove morti in POLONIA nelle ultime 24 ore, portando a 29 il bilancio delle vittime dall'inizio dell'emergenza gelo venerdì scorso. In totale, sono 67 in Polonia le persone morte a causa del freddo dallo scorso novembre. La notte scorsa a Suwalki, nel nordest del Paese, sono stati registrati -28 gradi, e stando alle previsioni la temperatura calerà ancora fino a domenica. Anche in Polonia numerose scuole restano chiuse, mentre in molte città si distribuiscono gratuitamente cibo e bevande calde ai più bisognosi.
In SERBIA, dove ha ripreso a nevicare con insistenza, 11.500 persone sono isolate in 6.500 case di una quindicina di villaggi tagliati fuori da ogni tipo di collegamento col mondo esterno per l'enorme quantità di neve caduta. Le autorità hanno decretato in tali località lo stato di emergenza, intervenendo in molti casi con gli elicotteri per i rifornimenti e l'evacuazione di abitanti in particolare difficoltà . Anche in Serbia il gelo non dà tregua, con temperature fra i -10 e i -20, e punte estreme fino anche a -36. Circa 7 mila allievi non si recano a scuola da alcuni giorni, mentre a Belgrado gli autisti di tram e autobus del trasporto pubblico consentono ai senzatetto e a persone particolarmente bisognose di passare l'intera giornata girando in continuazione sui mezzi pubblici, senza pagare il biglietto.
Anche in ROMANIA continua l'emergenza-gelo con altre 8 vittime nelle ultime 24 ore, 22 in tutto in una settimana. Le temperature si mantengono molto basse, con punte fino a -30. Migliaia di militari sono stati mobilitati per operazioni di soccorso e pulizia delle strade.
In BULGARIA, dove le vittime sono finora undici, oltre mille scuole sono chiuse, con il Danubio parzialmente gelato.
Prosegue l'ondata di gelo anche in GRECIA, dove un centinaio di villaggi montani sono isolati per le abbondanti nevicate.
A MOSCA, la minima di -24 della notte scorsa, con punte di -28 nell'hinterland, non ha provocato problemi eccessivi, in una città che ha grande esperienza nell'affrontare neve e gelo. Freddo intenso e forti nevicate hanno colpito anche il GIAPPONE nordoccidentale, dove si registrano finora almeno 56 morti.