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Home NEWS Politica estera Merkel: 'Verso l'unione fiscale. Futuro Ue in mani Italia'
Merkel: 'Verso l'unione fiscale. Futuro Ue in mani Italia' PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Venerdì 02 Dicembre 2011 13:18


La cancelliera: 'Non vogliamo spaccare l'Europa'

02 dicembre, 12:08


Angela Merkel
Angela Merkel

Merkel: 'Verso l'unione fiscale. Futuro Ue in mani Italia'

L'Europa è sul punto di realizzare un'unione fiscale, "é in agenda". Lo ha detto la cancelliera tedesca Angela Merkel. "Gli eurobond non sono un contributo alla soluzione della crisi": lo ha detto la cancelleria Angel Merkel in un intervento al Bundestag ribadendo una sostanziale contrarietà del governo tedesco ai titoli del debito comune, fino a quando non ci saranno meccanismi di controllo più forti sui bilanci degli stati Ue.

"Il nostro obiettivo è una unione fiscale, andiamo a Bruxelles con l'obiettivo di modificare i trattati". Merkel ha precisato di voler evitare una "divisione" fra gli Stati membri. E' "assurdo" pensare che la Germania voglia dominare L'Europa.


"L'Italia ha davanti a sé un'enorme sfida: è responsabile per il proprio futuro e per il futuro dell'Europa": lo ha detto la cancelleria al Bundestag.


"Il futuro dell'euro è inseparabile dal futuro dell'Unione Europa": ha ribadito la cancelleria Angel Merkel. "La strada è tutt'altro che facile - ha continuato - ma io credo che quella che stiamo percorrendo è la strada giusta. Il nostro obiettivo è una Germania più forte in una Unione Europea più forte".


"La Bce è tutt'altra cosa rispetto alla Fed americana e alla Bank of England". Lo ha detto la cancelliera Merkel in un intervento al Bundestag. "Nei trattati è stabilito che sia una istituzione indipendente e io ne sono convinta". La cancelliera ha anche sostenuto che la Bce innsieme alla Corte europea è "una di quelle istituzioni che non hanno perduto credibilità". Il compito dell'Europa è "proteggere e conservare questa credibilità".


"Io consiglio di non parlare male del fondo Efsf ma di fare quello che è possibile": lo ha detto la cancelliera tedesca a proposito del fondo europeo salvastati.


Contro la crisi l'Europa è impegnata in una maratona, dove non vince il più veloce.  "E' come durante una maratona. Il momento più difficile è al trentesimo km - ha detto la cancelliera - e chi vince non è quello che parte più veloce, ma quello che fa attenzione a tutto il percorso".


LUNEDI' VERTICE SARKOZY-MERKEL 'PER RIFONDARE UE'
di Tullio Giannotti e Paolo Levi

"L'Europa rischia di essere spazzata via dalla crisi", per riprendersi deve essere "riformata", anzi "rifondata". E a indicare la rotta saranno Francia e Germania. Dal palco di Tolone - senza mai accennare al 'triumvirato' con l'Italia - Nicolas Sarkozy si rimette al timone dell'Europa a due insieme con Angela Merkel: per il capo dell'Eliseo, saranno lui e la cancelliera tedesca a stabilire le priorità e i principi della nuova Europa, e dei nuovi trattati. Cinquantadue minuti per convincere, 5.000 sostenitori in piedi ad applaudire, finale con il tricolore e la Marsigliese: tanto show ed entusiasmo organizzato per un Sarkozy apparso già in campagna elettorale, così come lo accusano di fare (e a spese dello Stato) i socialisti. Adesso, per il capo dell'Eliseo, arriva il difficile: dimostrare di saper dialogare davvero con la Merkel, da lui presentata stasera come alleata nella nuova leadership. La mossa numero 1 organizzata dalla sapiente regia dell'evento - organizzato a Tolone dove proprio tre anni fa Sarkozy lanciò l'allarme crisi globale dopo il crollo della Lehman Brothers - è stata l'annuncio del vertice straordinario di lunedì all'Eliseo: un classico 'Merkozy', niente Mario Monti, per preparare "insieme le proposte franco-tedesche volte a garantire il futuro dell'Europa". Questo, a quattro giorni dal cruciale summit Ue di venerdì 9, dal quale Sarkozy ha lasciato intendere che l'Europa dovrà uscire rinnovata. "L'Europa non è più una scelta ma una necessità", ma "se non riuscirà a riprendersi verrà spazzata via dalla crisi". Ed è proprio davanti a questo rischio che "la Francia é schierata con la Germania per un nuovo trattato" europeo, ispirato a "più disciplina, più solidarietà, più responsabilita".

Da giorni, Francia e Germania appaiono però profondamente divisi sulla crisi dell'euro. I tedeschi insistono sull'ortodossia finanziaria, pretendendo una 'super-Maastricht', come conferma il documento in 10 punti che circola a Berlino preparato dal ministro dell'Economia Philipp Roesler: la creazione di un fondo monetario europeo, una Troika permanente e soprattutto l'obbligo per tutti i Paesi dell'eurozona di riduzione del deficit dal 3 al 2% ne sono i capisaldi. I francesi, da parte loro, vogliono come contropartita un meccanismo di solidarietà finanziaria, che si tratti di interventi della Bce, della creazione di Eurobond o del rafforzamento del Fondo europeo di stabilità finanziaria (Efsf). In particolare, era stato deciso che la coppia franco-tedesca non si sarebbe più espressa sulla politica della Bce, ma Sarkozy - nel fervore dello Zenith di Tolone - si é detto "convinto" che l'istituto di Francoforte ("che è indipendente e lo resterà"), "agirà" per contrastare le minacce che fanno pesare la crisi del debito sull'Europa. In particolare, Parigi spera negli interventi del presidente Mario Draghi, per acquistare in modo massiccio i titoli di Stato dei Paesi in crisi, mentre Berlino accetta a stento interventi temporanei. Oggi (ieri, ndr), da Bruxelles, lo stesso Draghi ha detto che "la Bce non può fare nulla che non sia previsto dai trattati" e le misure prese da Eurotower "sono non convenzionali e quindi temporanee per definizione": "non possono essere eterne né infinite". L'Unione Europea, ha aggiunto, può pure modificare i suoi trattati ma quello che serve in questi giorni "cruciali" è una risposta veloce e immediata ai mercati per restituire credibilità all'euro. Francia e Germania hanno anche approcci diversi sugli eurobond, che Berlino respinge con forza. Sulla riforma delle istituzioni Ue, Parigi si dice pronta ad accettare controlli rafforzati da parte della Commissione Ue o un super-commissario incaricato dell'euro, ma non vuole che la Corte di giustizia europea possa giudicare atti che sono di competenza nazionale, come i bilanci statali. Lunedì all'Eliseo, menù ricchissimo per la coppia Merkel-Sarkozy. Nel calderone delle riforme invocate a Tolone dal presidente francese è finita anche Schengen: "L'Europa che fa applicare al proprio interno il principio della libera circolazione - ha detto - non controlla le sue frontiere esterne. Così non può più andare avanti. Schengen deve essere ripensata".

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