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Scritto da Redazione
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Mercoledì 25 Gennaio 2012 14:56 |
Nel discorso alla nazione il presidente Usa prepara la strada della imminente campagna elettorale, rilancia la "Buffet tax", la green economy e parla di una nazione "più unita"

Riforma fiscale, incentivi al lavoro e alla crescita, formazione. È tutto incentrato sull’economia il discorso di Barack Obama sullo Stato dell’Unione, l’ultimo prima della tornata elettorale di novembre, dalla quale il presidente spera di uscire con un secondo mandato alla Casa Bianca. Con le mani legate dal Congresso che ne paralizza gran parte dell'agenda politica, Obama rilancia la sfida della crescita legata all'equità. In gioco ci sono "i valori americani", ha sottolineato Obama in polemica con quei repubblicani per i quali il riequilibrio delle ricchezze è un valore indebitamente importato dall'Europa. L’inquilino della Casa Bianca rilancia la cosiddetta Buffet rule, la legge che prende il nome dal noto magnate e che propone di equiparare la tassazione di chi guadagna più di un milione di dollari ai contribuenti di fascia media. "Oggi, grazie alle esenzioni del sistema fiscale, un quarto di tutti i milionari pagano tasse più basse di milioni di famiglie della middle class. Oggi, Warren Buffet paga tasse minori della sua segretaria" ha rimarcato Obama. Obama si è soffermato inoltre sugli incentivi al lavoro e alla formazione, sulle agevolazioni per le imprese che riportano il lavoro negli States e sulla green economy. L’obiettivo è dare nuovo slancio all’economia, uscire dalla recessione e porre le basi per una ripresa solida, difendendo la classe media dai morsi della crisi. Obama ha rinnovato l’invito a lavorare in stretto raccordo con il Congresso, senza però rinunciare a toni critici, gli stessi usati negli ultimi mesi dal presidente per contestare ai repubblicani una sostanziale inattività legislativa. In un discorso in gran parte sulli states, non mancano però i temi dell'agenda internaizonale. Gli Usa sono "determinati a impedire che l'Iran metta in atto il programma nucleare" e, nonostante insistano a lavorare per una soluzione pacifica, "non escludono nessuna opzione". E sulla Siria, Obama è netto: "Assad scoprirà presto che le forze del cambiamento non possono essere fermate".
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 25 Gennaio 2012 14:58 |