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E’ l’ultima notizia battuta dalle agenzie stampa dopo il discorso “di grande levatura morale” del cardinale Angelo Bagnasco, presidente della CEI. Il discorso fa seguito al viaggio di Benedetto XVI in Spagna per incontrare 500.000 giovani di tutto il mondo, mentre le piazze spagnole ospitavano quest’altro tipo di gioventù. Appunto gli “indignatos”, che hanno contestato il Pontefice, per le spese occorse per l’organizzazione del meeting, che la Spagna, come il resto d’Europa non si può permettere.
Questi “indignatos” tutti li tirano da qualche parte: chi li vuole di sinistra, chi li vuole di destra, chi li vuole catto-comunisti, chi li vuole anarchici. Il fatto molto strano, che le autorità e la stampa fanno finta di ignorare, è che questi ragazzi stanno lì, a protestare, per conto loro, s’incazzano solo se, come ha fatto la polizia di Zapatero, li menano. A parte che Zapatero si sarebbe guardato bene dal menare se fossero state frange di sinistra (come il nostro ministro degli Interni fa di solito, tanto che vanno all’ospedale centinaia di poliziotti menati dalla sinistra!), non sembrano interpretare ideologismi, né mostrare bandiere, ma piuttosto, appunto, e qui ci trovano d’accordo, si definiscono “indignati” per quello che l’Europa fa nei confronti della gioventù. Cioè:
a) offre modelli etici e morali basati esclusivamente sull’accaparramento di danaro, sull’utilizzo del proprio corpo per il successo, sull’oscuramento della cultura, di cui l’Europa era il faro, a favore del ciarpame mass-mediatico, è permissiva nell’utilizzo dell’alcool e delle droghe; sta caricandosi di un multiculturalismo multietnico in grado ormai di mettere in discussione le basi fondanti della storia;
b) ha imbastardito il rapporto tra imprese e lavoro, dando in mano alle imprese strumenti estranei alla cultura giuslavorista europea, provenienti dagli Usa, e che ha dato vita al fenomeno del precariato, che va a sommarsi, non lo risolve , il grave problema della disoccupazione;
c) ha creato una unione artificiosa tra gli stati europei, introducendo una moneta unica che non ha alcun riferimento strutturale ed organico con uno stato singolo, ma è interprete della valenza economica di alcuni stati leader, che curano perché non vi sia mai uguaglianza effettiva tra i membri, in modo da dominare economicamente l’unione; tale moneta, unitamente alla crisi del modello finanziario utilizzato, copiato espressamente dagli Usa, ha condotto la gioventù ad una crisi occupazionale gravissima, di cui non si ricorda l’eguale;
d) continua a proporre modelli politici basati su concetti illuministici o liberali che hanno fatto il loro tempo, incapaci di rispondere alle esigenze di progresso, perché basati o sulla statalizzazione di ogni risorsa o alla liberalizzazione e privatizzazione selvaggia;
e) continua a presentare un tipo di religione, quella cattolica, ancora chiusa a grimaldello verso le nuove strade del progresso scientifico e morale, pronta a colpire gli studi medici più avanzati, ma balbettante di fronte a certe condanne capitali, come la pedofilia.
Questi sono i principi che gli “indignatos” contestano all’Europa e non ci pare che i giovani festanti attorno al Papa ne siano molto consapevoli.
Ma la cosa più scandalosa che un prelato avrebbe potuto evitare davvero (un po’ per la faccenda di cui sopra e un po’ per la situazione grave del nostro paese) è l’uscita che ha fatto nell’intervista la TG1 in cui Bagnasco ha dichiarato che la Chiesa è contro l’evasione!
Nella maggior parte dei blog, anche di tendenza cattolica, c’è stata una levata di scudi: in questo momento la chiesa in Italia è proprio l’ultima che deve parlare di guerra all’evasione, perché lo Stato del Vaticano è, per definizione, un paradiso fiscale, dove si evadono miliardi di € ogni ora!
In più la Chiesa, in Italia, gode di guarentigie “misteriose” quali tutto l’8% non dedicato, niente ICI, metà IRPEF su tutte gli immobili e le attività a cui fa capo.
Se Bagnasco crede di fare proseliti con uscite di questo genere (di cui Avvenire, tanto svelto dal fare le penne ai “commis” di Stato, ha sorvolato la gravità), ha sbagliato. E fortuna vuole che al Governo ci sia gente che ha ancora paura della mantella rossa, perché avrebbe posto al numero uno il ritiro delle agevolazioni: ma non tanto per assicurarsi una gran botta di soldi, di cui ha estremo bisogno, ma per togliere le castagne dal fuoco proprio a gente come il cardinale e il Papa, che, come si usava dire una volta, “predicano bene, ma razzolano male”!.
Questa favola di Pinocchio è un po’ come la favola della democrazia, che dicevamo all’inizio: è troppo comodo fare il cattolico andando alla messa tutte le domeniche, comunicarsi e pregare. Esiste un mondo, che ha fame, non ha diritti, non ha lavoro, ruba, evade, uccide: l’Africa, l’America Latina, milioni di bimbi che non hanno prospettive di vita, mentre le basiliche sono inondate d’oro e i forzieri vaticani veleggiano nei paradisi fiscali!
Finche cattolici lo si sarà “all’italiana” i vari Bagnasco potranno continuare ad “indignarci” ma tutto resterà come prima. E non crediamo che i vostri meeting, le vostre messe, le vostre preghiere troveranno chi li ascolta. Il messaggio è quello della croce, non quello del portafoglio, ragazzi!
R.S.
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