A Bologna per la laurea ad honorem in Relazioni internazionali, il capo dello Stato mette in guardia da qualunquismo e "violenze inammissibili" contro i provvedimenti del governo. All'esterno, scontri tra forze dell’ordine, collettivi e centri sociali

C’è una generale perdita di “efficacia, persuasività e inclusività del sistema politico” che riguarda “le istituzioni rappresentative, i processi elettorali e i partiti”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a Bologna in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico dell’Alma Mater. Il Capo dello Stato ha parlato di “una crisi da cui si può uscire solo con riforme in tutti questi campi”. Anche all’estero - nota - la politica è “in affanno” e “sistemi politici siano in tensione”: “In molti paesi dell’Europa unita c’è stato un disincanto e un distacco dalla politica, una dubbiosa partecipazione ai processi elettorali, un indebolimento e una crisi”. Una situazione dovuta anche all’“incerta sostenibilità delle politiche pubbliche che per lungo tempo hanno garantito un certo benessere”. Anche perché “negli ultimi tempi, nel quadro del distacco della politica dalla cultura”, si è passati “all’indifferenza verso la cultura”, una “tendenza esiziale” che “ci si dovrebbe impegnare a superare”. Rivolto ai giovani, Napolitano ha aggiunto: “Tra rifiutare i partiti ed estraniarsi con disgusto dalla politica il passo non è lungo e fatale”, perché “conduce alla fine della democrazia e quindi della libertà. Non c’è partecipazione individuale, collettiva ed efficace nelle sedi istituzionali senza il tramite dei partiti - sottolinea il Capo dello Stato, che invita ad ‘avere una visione non demoniaca ma razionale e realistica’ di essi -. I partiti possono conoscere periodi di involuzione e decadenza, perdendo il senso del limite, ma la sola strada che resta aperta è quella del loro auto-rinnovarsi. Anche i canali da tempo consolidata come quelli associativi - ha concluso non sono mai apparsi sostitutivi dei partiti”. Un riferimento, nel discorso del Capo dello Stato, anche nelle proteste nei confronti del governo: “Metto in guardia dalla pericolosità di reazioni a qualsiasi provvedimento legislativo che vadano ben al di là delle richieste di ascolto e confronto per sfociare nel ribellismo e in forzature e violenze inammissibili”. Quasi un involontario riferimento agli scontro tra le forze dell’ordine e gli studenti dei collettivi e dei centri sociali, che hanno lanciato rifiuti contro gli agenti, nel tentativo di forzare il blocco imposto dalla visita del presidente della Repubblica.
Dopo la relazione annuale del rettore, Ivano Dionigi, il capo dello Stato ha ricevuto la laurea ad honorem in “Relazioni internazionali e Scienze internazionali e diplomatiche”. Dopo la cerimonia, visita al nuovo Museo della storia di Bologna di Palazzo Pepoli, nel pomeriggio alla Fondazione per le Scienze religiose Giovanni XXIII per la dedica a Beniamino Andreatta del Collegio internazionale, alla Fondazione di via San Vitale e alla nuova sede dell’Istituto Gramsci. In serata, al Teatro Comunale, concerto di beneficenza in favore dell’Hospice Seràgnoli. Domani, il capo dello Stato incontrerà invece a Palazzo d’Accursio, sede del Comune, gli amministratori locali. Successivamente visita, prima di partire per Roma, la sede del Mulino.
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