Assemblea ad alta tensione
Giovedì le loro organizzazioni avevano firmato l'accordo nazionale con l'azienda che prevede 205 esuberi. I tre sindacalisti anconetani si erano opposti, ma alla fine hanno firmato
Fincantieri, i sindacati si spaccano (Foto Antic)
Ancona, 23 dicembre 2011 – Un altro strappo si consuma per la vicenda Fincantieri. Ieri la firma dell'accordo nazionale separato tra Fim, Uilm e l'azienda ha visto il dissenso delle rappresentanze doriche delle due organizzazioni, che si sono rifiutate di ratificare il piano (che prevede 205 esuberi nello stabilimento di Ancona). Oggi i due delegati metalmeccanici dei sindacati cattolico e socialista si sono dimessi al termine di un'assemblea ad altissima tensione (guarda le foto), che ha visto circa 350 partecipanti.
I segretari regionali di Fim e Uilm hanno tentato di illustrare l’accordo e le ragioni della firma - soprattutto salvaguardare la cassa integrazione e i ratei - ma dopo pochi minuti si sono dovuti interrompere, sommersi da fischi e dalle grida. In più momenti, racconta chi era presente, si è quasi sfiorato lo scontro fisico, poi però la riunione si è sciolta con l’accordo sul mandato per un documento unitario, che sarà firmato da tutti i rappresentanti Rsu, compresi i dimissionari Pasquale Palmisano e Nunzio Molaro (Fim) e Alessandro Bolognini (Uilm).
Nel frattempo, il segretario regionale della Fiom Giuseppe Ciarrocchi ha confermato che la cordata di banche interessata a cofinanziare la costruzione della nave Silver Sea (Unicredit, Banca Monte Paschi, Banca Intesa e Banca Marche) ha raccolto la provvista finanziaria necessaria all’operazione. Banca Marche però ha subordinato il proprio impegno (per 7 milioni di euro) all’effettiva assegnazione della commessa ad Ancona, e non ad altri cantieri del gruppo.
Ad Ancona resta comunque compatto il fronte del ‘no’. L’accordo (nessuna “certezza†per i cantieri di Castellammare di Stabia e Sestri, 1.243 esuberi in tutto il gruppo, cassa integrazione straordinaria per picchi di 3.670 addetti, di cui 491 l’anno ad Ancona), è stato respinto dall’assemblea, che ha dato mandato alla Rsu di elaborare un documento per sollecitare la riapertura delle trattative presso il ministero dello Sviluppo economico.
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