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Home NEWS Turismo Sviluppo, alla Camera via libera al dl dalle commissioni: salta la norma sulle spiagge
Sviluppo, alla Camera via libera al dl dalle commissioni: salta la norma sulle spiagge PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Mercoledì 15 Giugno 2011 14:41
Soddisfazione di ambientalisti e rappresentanti degli stabilimenti balneari

ultimo aggiornamento: 14 giugno, ore 21:36
Roma - (Adnkronos) - In serata l'ok, ora il provvedimento raggiunge l'aula. Votato un pacchetto bipartisan di oltre 130 emendamenti: soppressa la norma che porta a 20 anni i diritti di superficie delle spiagge. Realacci (Pd): ''Si trattava di un'aberrazione normativa ritagliata sugli interessi di pochi grandi investitori''. Lega, in dl bonus graduatoria per insegnanti residenti



Roma, 14 giu. (Adnkronos) - Via libera della commissioni Finanza e Bilancio della Camera al decreto legge Sviluppo. E' stato votato un pacchetto bipartisan di oltre 130 emendamenti, che, di fatto, licenzia il provvedimento per l'aula.

Nel pacchetto di modifiche l'eliminazione della norma sulle spiagge, novità per i giudici tributari che non esprimono il proprio parere sui ricorsi entro 180 giorni, e per le norme sugli appalti. Tra le proposte di modifica, non c'è la norma sullo ius variandi, cioè la possibilità di poter modificare unilateralmente da parte delle banche gli accordi con le imprese.

Assenti anche la proposte di modifica annunciata dalla Lega, che prevedeva un bonus valido per le graduatorie degli insegnanti, che puntava ad agevolare i residenti. Ma ci sarà una speciale valutazione per le scuole collocate nelle zone svantaggiate. Resta l'Agenzia dell'acqua, che però avrà anche poteri di regolazione e non solo di vigilanza. Nel pacchetto entra anche un emendamento del Pd sugli appalti, che esclude il calcolo dei costi del lavoro, una norma che punta a contrastare il nero.

Arriva inoltre, una proposta di modifica che prevede, sull'accertamento esecutivo, qualora i giudici tributari non si siano espressi entro i 180 giorni, la procedura di illecito disciplinare e danno erariale e, se recidivi, anche la rimozione. Le norme, si specifica, saranno in vigore fino alla revisione dello stato giuridico ed economico della magistratura tributaria.

"Il Governo è stato costretto a fare marcia indietro su una scelta miope e sbagliata: il 'diritto di superficie ventennale' sulle spiagge oltre ad essere una minaccia per l'ambiente e per le coste italiane, di fatto rappresentava un rischio anche per le migliaia di imprese del settore balneare", aveva affermato Ermete Realacci, responsabile green economy del Pd, durante i lavori in commissione. "Si trattava di un'aberrazione normativa ritagliata sugli interessi di pochi grandi investitori e magari solleticare l'ingresso di capitali stranieri di dubbia provenienza", ha rimarcato Realacci.

Per Angelo Bonelli, presidente nazionale dei Verdi, "l'eliminazione dei commi 1 e 3 dall'articolo 3 del Decreto Sviluppo è un segnale importante che, però, non ci tranquillizza affatto visto che il governo ha dichiarato che la materia sarà trasferita nella legge comunitaria". Quindi ricorda che "il rischio, putroppo, resta inalterato perché restano in piedi i commi 4 e 5 dell'articolo 3 del Decreto Sviluppo che prevedono, attraverso le zone a burocrazia zero, di edificare su spiagge ed arenili". Secondo il presidente nazionale Verdi, quindi "la preoccupazione resta alta perché c'è ancora una parte dell'obbrobrio normativo del governo sulle spiagge. Secondo i dati Unep (Agenzia delle Nazioni Unite per l'Ambiente) le spiagge italiane sono fra le più cementificate d'Europa con il 60%".

La decisione di stralciare, dal decreto Sviluppo, le norme sul diritto di superficie di 20 anni per le spiagge viene accolta positivamente dai rappresentanti degli stabilimenti balneari di Fiba-Confesercenti. ''Diamo atto a Governo e Parlamento di aver scelto la via più saggia stralciando gli articoli che riguardavano gli stabilimenti balneari dal decreto sviluppo. E' un positivo riconoscimento alla nostra giusta battaglia - continua Confesercenti - tesa ad evitare decisioni affrettate e pasticciate''.

"Il governo ha risposto alla richiesta che avevamo avanzato e cioè allo stralcio dei primi tre commi del decreto sviluppo", ha dichiarato a Labitalia Pietro Gentili, segretario generale del Sib (Sindacato italiano balneari-Confcommercio).

Soddisfazione viene espressa anche dalle associazioni ambientaliste. Sebastiano Venneri, vicepresidente nazionale di Legambiente, parla di una ''nuova vittoria per tutti i cittadini, gli imprenditori onesti e per coloro che hanno a cuore i beni comuni''.

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