È finita la prima chiama nell’Aula della Camera per la votazione sulla fiducia. La votazione è palese e per appello nominale: ciascun deputato passa davanti al banco della presidenza e proclama ad alta voce il proprio voto. Alla prima chiama hanno risposto in 319 e quindi il numero legale è stato raggiunto. Proprio per questo motivo, le opposizioni, che attendevano che venisse raggiunto il numero legale hanno fatto ingresso alla Camera per votare la fiducia.
Alla domanda se il governo ce la farà , Berlusconi ha risposto "non lo so", ma poi ha aggiunto: "L’importante è che vinciamo sulla sinistra che ha inscenato questa farsa delle assenze". "Sono intimamente sicuro che anche questo agguato non avrà esito per loro", ha detto il Cavaliere che poi ha aggiunto: "Si sono esposti a una brutta figura con gli italiani. Spero che gli italiani tengano conto di questo comportamento negativo".
Mentre prosegue a Montecitorio una girandola di incontri e telefonate, fonti Pdl fanno infatti sapere che, anche al netto dell’eventuale assenza o voto contro di Luciano Sardelli, i sì al governo Berlusconi dovrebbero essere 317.
"La prima chiama ha registrato 322 votanti, di cui cinque radicali; sette sono stati i voti contrari (ha votato anche la Svp, ndr.). Quindi abbiamo ottenuto 315 voti favorevoli. Il numero legale e la maggioranza ci sono già ", ha sottolineato il vicepresidente della Camera, Maurizio Lupi".
"Oggi viene confermata una frase di Carlo Marx che diceva che quando nella storia le cose si ripetono due volte la prima volta è una tragedia, la seconda di una farsa". Così il presidente dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto, ha commentanto, nel corso del suo intervento sul voto di fiducia, l’assenza dell’opposizione dall’Aula della Camera per il secondo giorno consecutivo. "L’opposizione - ha aggiunto Cicchitto- svilisce l’articolo 94 della Costituzione che sancisce l’importanza del Parlamento nel decidere se il governo ha la fiducia. C’è l’intenzione di fare cadere il governo con marchingegni procedurali e spallate giudiziarie".
"Mi dispiace" ha risposto l'ex ministro Scajola ai cronisti che gli chiedevano un commento sulle defezioni al voto di fiducia degli scajoliani Giustina Destro e Fabio Gava, "ma sono portatori di istanze di grande cambiamento. Dopo oggi sono certo che il governo otterrà sicuramente la fiducia, occorrono grandi cambiamenti o i casi" di defezione "si moltiplicheranno e andremo a sbattere". Alla prima chiama Scajola ha votato per la fiducia.
"Sono certo che raggiungeremo quota 315", ma anche se la maggioranza non dovesse centrare questo obiettivo "il governo proseguirà : ci metto la firma". Tuttavia, in questo caso, "ci sarebbe un problema politico in assenza del numero legale. Sicuramente è giusto parlare con il presidente della Repubblica" anche se il premier salirebbe al Colle "ma non per dimettersi". Lo afferma il ministro della Difesa Ignazio La Russa, soffermandosi con i giornalisti in Transatlantico. All’opposizione il ministro rimprovera di essere in procinto di adottare "una tecnica aventiniana che la dice lunga sulla loro etica. Vogliono sommare il loro voto a quello di chi non può votare, ad esempio il nostro deputato Alfonso Papa, ovvero chi apertamente sostiene l’esecutivo".