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Home Rassegna Stampa Il Messaggero PESARO FANO SENIGALLIA LA GRANDE RETATA
PESARO FANO SENIGALLIA LA GRANDE RETATA PDF Stampa E-mail
Rassegna Stampa - Il Messaggero
Scritto da di EMY INDINI ed ELISABETTA ROSSI   
Venerdì 23 Luglio 2010 19:05

Mazzette anti-fisco: in sei in trappola

Tra gli arrestatiun giudice e il segretario della commissione tributaria, preso mentre incassava i soldi

Operazione di carabinieri e finanza: cifre da capogiro. Ai domiciliari l'avvocato Sica con i commercialisti Tartaglia e Festini

In cella Bruno Venturati e Beniamino Mensali come Rosato, preso mentre si sottoponeva a lifting

I prezzi andavano da 5.000 a 200.000 euro. L'inchiesta scaturita da rapina al re delle vongole

E’ un vulcano che sta sputando fuori tutto il marcio accumulato in un anno di indagini. A tremare sono in tanti. Molti hanno un nome di prestigio e una reputazione da difendere. Per ora, sei tra professionisti, imprenditori e pubblici ufficiali sono finiti in manette e altri sei indagati. Gli inquirenti, in ben 84 pagine di motivazioni per la custodia cautelare, ipotizzano come maggiori reati la corruzione e la concussione. Gli arresti sono stati eseguiti ieri insieme a una pioggia di perquisizioni. In mano agli investigatori pacchi di prove di mazzette che passavano di mano in mano. Mani potenti, importanti e influenti che “ungono” chi di dovere con due principali finalità: comprare le sentenze della commissione tributaria per ammorbidire il fisco dopo i verbali di accertamento. E si parla di un’evasione complessiva di centinaia di milioni. Almeno otto gli episodi accertati da carabinieri e finanzieri, anche se il sospetto è che il meccanismo fosse più esteso. Gli importi delle mazzette variavano fra i 5 e i 15 mila euro. Ma gli inquirenti parlano anche di una supertangente da 200 mila euro per sanare un’evasione fiscale di 30 milioni.
In carcere è finito il relatore della quarta sezione della commissione tributaria Bruno Venturati, 68 anni; il segretario della commissione provinciale Beniamino Mensali di Cagli 60 anni, bloccato in flagranza ieri mentre ritirava una tangente di 10 mila euro da un commercialista e l’imprenditore ittico fanese Athos Rosato 61 anni noto come “il re delle vongole”. Rosato, arrestato a Milano menbtre si stava sottoponendo ad un lifting al viso, è tra l’altro, fra gli ultimi superstiti dell’equipaggio di pescatori che nel 1964 ripescò nel mare di Fano la statua del Lisippo, ed è noto anche perchè il 22 ottobre del 2008 è stato vittima di un sequestro a scopo di rapina. E proprio da questo colpo, con sparizione di 350 mila euro in contanti nascosti sotto il pavimento del suo garage, è scaturita l’inchiesta sulle tangenti.


Le altre tre custodie cautelari, seppur disposte nei rispettivi domicili, sono state notificate all’avvocato pesarese Attilio Pellegrini Sica, 40 anni; al commercialista Paolo Tartaglia 63 anni e a Giuseppe Festini, 72 anni anche lui commercialista ed ex finanziere residente a Fano. Gli altri sei indagati sono: Virgilio Aloisi, 71 anni di Cantiano, Giancarlo Zaffini, 67 anni di Fano, Giacomo Perugini 65 anni, residente a Cartoceto, Dario De Rosa, 45 anni residente a Pesaro ma originario di Savona oltre ad altri due componenti della quarta sezione della Commissione tributaria: Giancarlo Polidori, 73 anni di Urbino, e Sergio Pretrelli 74 anni anche lui di Urbino.
Secondo l’ipotesi accusatoria, i tre avrebbero fatto da tramite con il segretario della Commissione tributaria Mensali per la consegna del denaro pattuito con gli imprenditori. Mensali avrebbe poi spartito le tangenti con Bruno Venturati, giudice relatore di tutti i contenziosi finiti nel mirino della procura. E’ stato lo stesso presidente della Commissione tributaria provinciale Alfredo Mensitieri a girare alla magistratura la segnalazione di un cittadino che aveva ricevuto richieste di denaro. Il gip ha imposto agli arrestati il divieto di colloquio con i difensori per cinque giorni, e oggi stesso comincerà gli interrogatori. A partire da Rosato.

COSI INCASSAVANO FINO A TRETAMILA EURO AL MESE

Il danno alle casse dello Stato è stimato in centinaia di milioni di euro. Un sitema che per gli inquirenti durava da anni

I componenti della Commissione tributaria arrestati sarebbero arrivati a intascare dai 25 ai 30 mila euro al mese come frutto delle tangenti. E’ quanto ipotizzano gli inquirenti. E il sistema sarebbe durato per anni, tanto da permettere di raccogliere un cospicuo tesoretto e investirlo in appartamenti.
Non solo, il prezzo per l’accomodamento era direttamente proporzionale allo stato di avanzamento del contenzioso, attorno ai 10 mila euro per la sospensiva, di più se la pratica era più inoltrata. Per la procura, è verosimile che i casi di “patteggiamento” occulto siano ben più numerosi: lo si capirà dalle prime verifiche sui conti bancari, finora omesse perché comportavano l’obbligo di inviare un avviso di garanzia, che avrebbe messo in allerta evasori e funzionari. Il danno alle casse dello Stato è stimato in centinaia milioni di euro. Il sistema permetteva di rigettare centinaia di verbali di contestazione. Un sistema ben oliato che, secondo gli inquirenti, funzionava da anni e su diversi binari. Addirittura qualcuno si ritrovava in situazioni del tutto favorevoli, con la pratica magari esaminata da propri consulenti.
I membri della commissione tributaria vengono nominati dal ministero delle Finanze in base ai titoli di ogni candidato: spesso sono avvocati, dirigenti dello Stato, professori e magistrati ordinari. La Commissione provinciale pesarese è suddivisa in cinque sezioni a loro volta composte da tre o quattro membri. In media, si riunisce tre, quattro volte al mese. Ogni componente percepisce un’indennità mensile di 311 euro lordi a cui si aggiungono 14 euro lorde per ogni fascicolo esaminato. E in media ogni giudice arriva a più di 50 sentenze l’anno.
Massima fiducia nella magistratura è stata espressa comunque da parte dei vertici della Commissione tributaria provinciale, la stessa alle prese con casi clamorosi di lotta, vera, all’evasione.

Commenti (3)Add Comment
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i corrotti , fra cui c'è un "consulente" ragioniere che si fa chiamare "professor dottor"
scritto da nadia , luglio 28, 2010
Era ora che li fermasserosmilies/grin.gif Ma per quello che hanno fregato fino adesso, danneggiando gli onesti che non stavano ai loro giochi, ci sarà giustizia? Ci sarà...ci sarà....
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Che schifo
scritto da Gustavo, luglio 29, 2010
Che schifo...da metterli in gattabuia e buttare le chiavi. E la cosa che mi fa + incazzare è che fra un annetto o 2 saranno di nuovo a spasso e godersi buona parte del gruzzuletto accumulato...CHI SBAGLIA DEVE PAGARE, QUESTI QUA DOVREBBERO VEDERE IL SOLE A SCACCHI FINO A CHE CAMPANO.
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il "consulente" Aloisi anni fa allontanato dall'Agenzia delle Entrate
scritto da nando, ottobre 16, 2010
E' proprio vero che "tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino"! Il signor Aloisi, che si fa chiamare dottore professore e che ha il coraggio, per arrotondare i suoi guadagni, di "dare lezioni online" di diritto tributario su alcuni siti web, altri non è che quell'Aloisi che venne allontanato dall'Agenzia delle Entrate e, dulcis in fundo, prima di essere mandato a riposo definitivo (e lui si è riciclato come consulente per corrutele in Commissione Tributaria), ha compiuto anche gravissimi atti di mobbing, conditi di minacce e diffamazioni, contro funzionari onesti del fisco che avevano denunciato i suoi abusi ed illeciti vari.
Il tempo è galantuomo, per il suddetto "signore" tutti i nodi verranno al pettine!

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Ultimo aggiornamento Venerdì 23 Luglio 2010 19:23
 

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