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Home Rassegna Stampa Il Messaggero Fumata nera con i mezza Canaja
Fumata nera con i mezza Canaja PDF Stampa E-mail
Rassegna Stampa - Il Messaggero
Scritto da Redazione   
Martedì 15 Novembre 2011 09:24

Mangialardi non riesce a risolvere in maniera civile la disputa con i no global senigalliesi

Secondo incontro tra il sindaco e una delegazione formata da sei attivisti del Mezza Canaja. E seconda fumata nera sul caso dell’occupazione dell’ex casa del custode.
Un appuntamento che fino ad ieri mattina era in forse a causa degli impegni del sindaco. Ma Maurizio Mangialardi ha trovato il tempo per ricevere i no global. Il confronto è durato più di due ore. Ma le posizioni non sono cambiate. Il sindaco ha chiesto agli attivisti di abbandonare lo stabile e ha ribadito che l’ex casa del custode Opafs verrà venduta e che un’alternativa va cercata senza esasperare i toni, sottolineando che quella della vendita è una decisione approvata dal Consiglio comunale. Ma non pare aver convinto il Mezza Canaja. «La nostra prima vittoria è avvenuta sabato in Piazza, dove abbiamo registrato una grossa solidarietà da parte dei tanti cittadini intervenuti - spiega Marianna Lombardi, portavoce della delegazione - Siamo in una situazione di stand by, il terzo incontro non è stato ancora fissato. Il sindaco ci ha chiesto di abbandonare lo stabile e noi abbiamo ribadito che lo abbandoneremo solo quando ci sarà un’alternativa. Abbiamo inoltre notato che i toni si sono abbassati anche riguardo ad eventuali minacce di sgombero da parte della polizia».
«Siamo usciti dal Comune - continua la Lombardi - senza nessuna risposta,ma con una certezza: che l’ex casa del custode verrà venduta. Non crediamo che la soluzione ai tagli sia la vendita del patrimonio. Quando lo avremo finito cosa venderemo? Pensiamo che sia giusto aprire il bilancio a tutta la città, perché mille teste pensano meglio di una o di cinque. Crediamo che sia giusto attivare dei meccanismi di tutela per il patrimonio di tutti».
Gli attivisti dunque non hanno nessuna intenzione di mollare, anzi, rilanciano: «L’amministrazione può decidere se sgomberarci con un ultimatum, in quel caso indiremo un picchetto difendendoci a mani nude e a volto scoperto invitando tutti i cittadini a difendere uno spazio pubblico - annuncia Nicola Mancini, portavoce dei Mezza Canaja - mentre se verranno di notte e ci cacceranno come i ladri, il giorno indiremo un’assemblea cittadina in Sala Giunta, occupandola».
Contro l’occupazione scende in campo anche il segretario del Pd, Elisabetta Allegrezza: «Il dialogo e il confronto politico richiedono il rispetto da parte di chiunque dei principi democratici - scrive in una nota - Non si può prendere uno spazio pubblico per farne un luogo di aggregazione e confronto. In primo luogo si tratta di uno spazio pubblico che abbandonato non è, semmai non è al momento utilizzato, ma le scelte sulla sua destinazione spettano al pubblico, ovvero all’amministrazione comunale, i cui componenti sono stati democraticamente eletti dai cittadini per rappresentarne gli interessi. Ritengo per certi aspetti condivisibili le istanze dei giovani che chiedono maggiori attenzioni della politica verso le problematiche giovanili e spazi di aggregazione, non altrettanto accettabili i modi e i metodi della loro mobilitazione».

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