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Home Rassegna Stampa La Piaga di Velluto Viaggio ai confini della Padania
Viaggio ai confini della Padania PDF Stampa E-mail
Rassegna Stampa - La Piaga di Velluto
Scritto da Redazione   
Martedì 09 Agosto 2011 16:40

martedì, 09 agosto 2011

Fermignano, Miss Padania


Antropologia sociale in piena estate e nel caldo più torrido. Ma qualcuno la dovrà pur fare.

A Fermignano (PU) nella Legafest più a Sud d'Italia.


Una piccola isola felice del leghismo marchigiano a soli sei chilometri da Urbino. Un Sindaco riconfermato con percentuali celtiche, perchè quelle bulgare non sono ammesse. Una zona industriale grande come il centro abitato e tutt'intorno le colline del Pesarese.
Fermignano, il Comune più meridionale della Padania, si presenta così agli occhi dell'antropologo della domenica, stufo di indagare sul perchè ci ostiniamo a mostrare le chiappe in riva al mare e desideroso di qualcosa di nuovo in terre sconosciute e (forse) ostili.

La Legafest del del 5, 6 e 7 agosto, è stata l'occasione per conoscere il funzionamento della macchina del consenso padana, il concorso di Miss Padania e tutto ciò che ci ruota attorno, compresa una lunga serie di luoghi comuni da demolire.

Il primo è sull'efficienza della macchina organizzativa padana: per trovare la festa ho dovuto girare tutto il paese due volte, nessuno dei manifesti riportava le indicazioni su dove si tenesse. Impossibile chiedere ad un passante informazioni su dove si trovi una festa della Lega Nord, l'outing politico potrebbe avere conseguenze devastanti e rischieremmo di essere indirizzati al più vicino campo nomadi. In realtà due bandiere della Lega Nord incerottate ad un albero del viale principale avrebbero dovuto insospettirmi, ma solo al secondo passaggio ho visto la foresta di transenne metalliche che, ovunque, contrassegnano una festa paesana.

Altri luoghi comuni sul leghismo si sono sgretolati durante il seguito della serata, a partire dal menu del ristorante, copiato da una qualsiasi festa in piazza. Mi aspettavo pietanze celtiche, primi piatti a base di orzo o miglio, spiedini di marmotta, bistecche di alce o almeno di vacca frisona, birre dei monaci trappisti, elisir del bardo o anche un qualsiasi sidro, fosse pure un bananino con la gazosa. E invece ho trovato la piadina, la salsiccia, i fagioli e le patate fritte, sembrava di stare alla Festa dell'Unità quando ancora si chiamava così.

Anche le tradizionali folle oceaniche a cui ci hanno abituato i leghisti sono mancate: i coperti a cena saranno stati cento e nel clou della serata, quando le Miss hanno iniziato a sfilare, eravamo assiepati in tre-quattrocento, compresi moltissimi comunisti, a giudicare dai commenti della mia parte di platea, piuttosto defilata.

La selezione regionale del concorso di Miss Padania, prevista domenica sera, è stato il momento più importante della Legafest di Fermignano, anche dal punto di vista politico, dopo il forfait di Calderoli nella serata di sabato. Il Ministro che semplifica l'Amministrazione Pubblica moltiplicando i Ministeri, è stato trattenuto da impegni istituzionali, almeno questa è la versione ufficiale. In realtà, sabato mattina il condizionatore del suo ufficio di Monza ha smesso improvvisamente di funzionare e lui ha dovuto aspettare l'idraulico proveniente da Roma con un volo speciale messo a disposizione dalla Presidenza del Consiglio. Vai a semplificare e vedi che succede.

In ogni caso nessun annuncio di Calderoli (tranne, forse, le sue dimissioni) avrebbe potuto oscurare l'interesse per la selezione di Miss Padania, un evento dal grande valore antropologico, la definizione del normotipo di ragazza padana con la ricerca di uno standard di bellezza diverso da quello che potrebbe avere qualsiasi ragazza da Viterbo in giù. Anche qui mi sarei aspettato giunoniche vichinghe ipertrofiche con un orso bianco al guinzaglio o ieratiche sacerdotesse celtiche dagli occhi di ghiaccio vestite con un solo menhir a tracolla. E invece ho trovato delle comunissime ragazze del tipo "muretto del lungomare", per usare un normotipo a me familiare.

Ma andiamo in ordine, altrimento sembro Calderoli quando semplifica. Si potrebbe pensare che l'elezione di Miss Padania sia un evento organizzato con risorse proprie dalla Lega Nord. Una cosa un po' ruspante e genuina, in linea con un partito che ha fatto di una rudimentale visione di problemi e soluzioni la sua bandiera. In realtà c'è un'organizzazione dietro, la stessa che organizza centinaia di altri concorsi di bellezza in tutta Italia. Un'organizzazione fatta da comunissimi impresari dello showbiz di terza fila, capaci di passare dall'elezione di Miss Torpignattara all'elezione di Miss Padania cambiando soltanto le lampadine dei faretti.

Stabilito questo, alle ragazze di Miss Padania vengono prospettate le stesse possibilità di successo in campo artistico di una qualsiasi Miss Torpignattara, con il solo obbligo di residenza almeno decennale in alcune regioni d'Italia e l'assenza, nella loro biografia, di "dichiarazioni non in linea con gli ideali dei Movimenti che promuovono la Padania". Ora, aspettarsi un outing politico anti-secessionista da una diciottenne, che ha appena lasciato il suo muretto per partecipare a Miss Padania ed entrare nel rutilante mondo dello spettacolo ci sembra eccessivo, ma con la Padania non si scherza. Per tutte le altre posizioni politiche c'è Miss Torpignattara.

Il Concorso è una cosa seria e il presentatore della serata perde minuti preziosi per spiegare alla Giuria come debbono votare, un meccanismo piuttosto articolato e complesso che sicuramente, nei punti salienti, porta la firma di Calderoli. Le ragazze devono essere valutate nel "vestito istituzionale" un abito in lamè color oro, in vestito da sera e in costume da bagno, perchè la cellulite si annida dove meno te l'aspetti. La Giuria è presieduta dal Sindaco di Fermignano, Giorgio Cancellieri, che risulta perfettamente in tono con la serata, una via di mezzo fra Lionel Richie e un buttafuori per feste di compleanno.

Svolti i compiti, il presentatore fa finalmente sfilare le ragazze nell'abito istituzionale. Il normotipo celtico subisce subito un duro colpo, quando, su una dozzina di ragazze partecipanti, soltanto tre sembrano avere i capelli biondi e altrettante superano ampiamente il metro e settanta. Tutto questo nonostante l'impietoso tacco 100-120 che le sventurate sono costrette ad ingaggiare nella stretta scalinata che le porterà al successo. Il presentatore le fa sfilare una ad una, ricordando il nome e numero di matricola, mentre affrontano gli scalini e piroettano a catena di montaggio.

La sfilata singola procede senza intoppi e il pubblico, accorto e compìto, sottolinea con applausi mirati le migliori performance della camminata sui carboni ardenti. Il legista sa quello che vuole e, nella sua vita fatta di rigide esclusioni e solide certezze, anche l'incedere esitante di qualche candidata non trova scampo. Spedire una ragazza inadeguata alle pre-finali nazionali di Miss Padania potrebbe avere effetti politici devastanti per la periferia del partito. In un momento in cui i capi si guardano intorno per capire cosa sta succedendo e chi sta sbagliando a far cosa, che almeno la ricerca del normotipo proceda senza intoppi.

Alla fine, anche la sfilata in costume da bagno procede liscia come l'olio e i temuti buchi di cellulite non si sono visti. Sono riuscito ad individuare il mio normotipo preferito nella ragazza numero 13, dall'aspetto sano e vigoroso, una che sicuramente non ha avuto i disturbi alimentari dell'adolescenza. Vincerà la numero 14, ho sbagliato di poco e la serata volge verso il liscio e i balli di gruppo, le armi più minacciose rimaste in mano alla civiltà occidentale. Abbandono stancamente Fermignano, dove mi sono concesso una breve parentesi in un mondo a parte. Un mondo dove la manovra economica è una minaccia relativa, sicuramente nulla in confronto alla cellulite.


la giuria del concorso

le ragazze provano la sfilata

le ragazze pronte a partire
il normotipo della Piaga di Velluto è quella in alto
nel secondo scalino (per la precisione)


 

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